Week-end Eno Gastro Architettonico, Montepulciano, Pienza, San Quirico d’Orcia, Montalcino.


Montepulciano - Pienza- S.Quirico d'Orcia - Montalcino

Inizia per gioco il nostro viaggio e si trasforma velocemente in una esperienza dei sensi e della mente. Arriviamo la mattina presto a Montepulciano che si mostra ancora addormentato e pigro, il circuito murario della città ci sembra subito una passeggiata per godere del panorama sulla Valdichiana e sulla Val d’Orcia, il cielo è sereno e all’orizzonte si intravedono i Monti Sibillini. Saliamo quindi in via Voltaia del Corso e ci troviamo di fronte prima alla casa natale del Poliziano e poi a S.M. dei Servi. L’interesse è però tutto per i bastioni della fortezza, chiusa per le riprese di New Moon (la saga vampirica tanto di moda tra i teen-ager). Dal Palazzo Comunale, con schema caratteriale esemplato sul fiorentino palazzo della Signoria di Firenze, cerchiamo la bellissima S. Biagio di Antonio da Sangallo il Vecchio, che traduce qui la lezione Bramantesca in una varietà di soluzioni plastiche che rivela già un carattere manieristico.

Veduta sulla Chiesa di San Biagio a Montepulciano.

Questo edificio è nato per essere visto sullo sfondo del paesaggio naturale, Paesaggio-Architettura diviene un binomio simbolo del nuovo modo di intendere gli edifici. Nel sole della mattina il travertino sembra dorato e pare brillare di luce propria mentre le torri in facciata sembrano fare verso ai disegni per S. Pietro del Raffaello.

Mi immetto sulla SS146 per Pienza e mi scopro ansioso di arrivare.

Enea Silvio Piccolomini, papa col nome di Pio II, concepì l’idea di trasformare l’antico borgo fortificato, in residenza temporale sua e della corte per lasciare “monumento a diurna memoria delle proprie origini“. Al seguito del papa viaggiava Leon Battista Alberti, che stava elaborando proprio in quegli anni nuovi principi e regole nella pianificazione Urbanistica. L’Alberti suggerì quindi al papa di affidare il progetto e la direzione dei lavori all’architetto Bernardo Rossellino, già suo allievo a palazzo Rucellai. Cosa che reputo degna di nota è la capacità del Rossellino di risolvere il problema della mancanza di spazio con una piazza trapezoidale imperniata sulla cattedrale. Ai lati si dispongono i palazzi, Borgia e Piccolomini. Volutamente inclinati per aumentare la percezione monumentale e deformare quella spaziale.

Cortile del Palazzo Piccolomini di Pienza.

Il Palazzo è una ripetizione quasi letterale di palazzo Rucellai, ma è opportuno notare che fu proprio Pio II a volersi discostare dal modello rigido e simmetrico di Firenze, facendo introdurre nella facciata meridionale un loggiato a tre ordini.

Pienza, pianta della città.

Sezione del palazzo Piccolomini di Pienza.

Spaccato assonometrico del palazzo Piccolomini di Pienza.

Sezione sul giardino palazzo Piccolomini di Pienza, si nota il collegamento tra le scuderie poste nel piano seminterrato con il cortile del palazzo.

Scelta voluta “solo” per godere della vista sul Monte Amiata e sulla valle. Torna anche qui molto forte il binomio Paesaggio-Architettura: pare che sia stato proprio Pio II il primo uomo a spendere denaro per costruire un palazzo da cui si potesse contemplare il paesaggio? L’architettura è quindi uno strumento al servizio delle città o un mezzo per avvicinarci alla natura e alla bellezza? Personalmente voglio prendere questa esperienza come una lezione ed un monito: la ricerca del bello, che oramai viene troppo spesso accantonato per far spazio ad “ideali” meno alti, e il rispetto/esaltazione del paesaggio circostante; certo non capita a tutti di intervenire in contesti di particolare integrità e bellezza come questo, ma anche e sopratutto nelle deturpate città o, peggio, nelle periferie dei nostri giorni c’è ancora posto, se lo si vuole, per il bello.

La città di Pienza vista dalle campagne.

San Quirico d’Orcia diviene una sosta per una passeggiata nel roseto comunale, e finalmente muoviamo per Montalcino, qui diamo spessore al viaggio non solo dal punto di vista architettonico, ma anche e soprattutto enogastronomico. Sfortunatamente non riesco a visitare nessuna cantina ma la sera non mi nego un bicchiere di Brunello in una accogliente Osteria vicino il Duomo, accompagnandolo con il famoso Pecorino di Pienza. La luna ci accompagna e ci saluta dai merli della Rocca trecentesca, simbolo e baluardo della ribelle città.

Una fotografia del centro storico della città di Montalcino.

Leggi la seconda parte del Viaggio


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