Vittorio Gregotti ripropone l’articolazione tipologica e la densità del centro storico Palermitano, è quindi attento nel relazionarsi in una situazione geografica e ambientale particolare. Viene utilizzata una griglia per rendere il sistema di suddivisione del suolo consistente, proprio per non perdere un rapporto di continuità con il muro di divisione agricola con la terra e stabilire una precisa presenza geometrica di intervento umano.
Le insule sono le unità tipologiche costitutive di tutto il quartiere, la relativa trasparenza del pian terreno, permette di non chiudere la vita dell’insula e la rende permeabile ai flussi di attraversamento dell’intero quartiere. (Tuttavia bisogna considerare che il progetto si è mosso intorno a dibattiti sui limiti del quartiere esclusivamente residenziale ed essenzialmente monoclasse). Il progettista ha inoltre cercato di dotare ogni alloggio di logge all’aperto, anche come spazi di riserva per eventuali trasformazioni su iniziativa dell’utente.
Questo è quello che troviamo sulle monografie o sulle riviste, ma sarà veramente così?
Per chi l’avesse perso, consiglio di vedere questo servizio della Iena Enrico Lucci.


…è effettivamente triste rileggere le dichiarazioni d’intenti dei progettisti, era più di 30 anni fa, e guardare cinicamente oggi il risultato pratico di quei principi…ma non se ne può dare la responsabilità agli architetti! su demolizione o manutenzione, a parte lo zen, propendo per la prima in molti casi.
Sono anch’io per le demolizioni, per molte opere realizzate, quando è necessario e quando non è possibile o conveniente evitarle. Mi trovo pienamente in accordo con lei!
Vorrei ben chiarire una cosa: l’architettura non è solo quello che si legge nelle riviste di settore: è molto semplice scrivere delle belle parole per descrivere un edificio, mentre il tutto diviene improvvisamente complicato se l’opera la si vuol far diventare utile e funzionale. Continuo ad essere convinto che la colpa, se così la vogliamo chiamare, della fatiscenza ed inutilità di alcune strutture non tutta è del progettista, poiché le idee che vengono messe in campo il più delle volte sono innovazioni che hanno bisogno di appoggi multipli; mentre è molto più comune trovare un buon ostacolo che un appoggio. I grandi mostri sono tutti figli di grandi idee e sperimentalismi, eppure non ho memoria di un edificio che possa considerarsi completo e riuscito.
A presto.