Beppe Grillo – I nuovi Architetti

Ho scoperto per caso questo video di Beppe Grillo, a tratti divertente e a tratti inquietante.



3 Comments


  1. Devo ammettere che questo video, in effetti, è un po’ inquietante. Realmente l’architettura spinta dalla foga, prigioniera della sua stessa indole, di stupire, sbalordire, sconcertare le persone, sta perdendo di vista le leggi fisiche e naturali?
    E ancor di più, sta veramente travisando la sua stessa concezione di “bello”, di artistico?
    Forse la domanda che a volte abbiamo noi stessi paura di porci quando ci troviamo ad osservare un’opera architettonica del XXI secolo, è se l’architetto sia mosso semplicemente dall’egoistica aspirazione di rimanere immortale nel tempo, ricordato dai posteri attraverso la sua stessa opera d’arte, non curante di quella che viene definita l’architettura a grandezza d’uomo, la vivibilità di un edificio, rendendo tutto puro gusto estetico fine a se stesso?

  2. Ciao Psiche, bentornata sul nostro blog.
    Il tuo commento mi fa pensare a due modi distinti di fare Architettura.
    L’Architettura sprigionata dalla più profonda indagine di se stessi in se stessi, un percorso interiore che compiamo alla ricerca del segno e del simbolo. Molti grandi maestri hanno partorito spazi architettonici da profonde ed intime riflessioni: questi luoghi ci giungono di conseguenza carichi di significato, quasi spirituali. Mentre un’altra Architettura è fatta di una ricerca che non vuole sviscerare le più intime emozioni di un individuo, piuttosto nasce da una volontà di soddisfare i bisogni dell’abitare dell’uomo in modo sociale ed equidistribuito. Dove dovremmo porre le opere che affollano le riviste patinate? Credo che il più grande delitto che si possa compiere sia quello di non saper controllare e bilanciare queste due Anime.

  3. Ciao nov-GQ.
    Le due componenti, non pensi che non possano, almeno idealmente, entrare in conflitto?
    Alla base c’è sempre l’essere umano, sia che il percorso sorga da una riflessione individuale sia che nasca dal contesto sociale (che come tale è composto da individui).
    Forse l’elemento preponderante, da cui dipende la buona riuscita di un’opera, è il modo in cui viene affrontata e si sviluppa questa riflessione, quanto è onesta e fondata da sani ideali, che pongano al centro l’essere umano e non altri tipi di interesse!

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