La frugalita’ elegante, intervista a Paolo Soleri

Il 28 settembre il grande architetto, scrittore, scultore, urbanista e artista italiano Paolo Soleri ha tenuto a battesimo all’Auditorium Parco della Musica di Roma la prima edizione della Festa dell’Architettura, che partirà in primavera, con una lectio magistralis dal titolo “La frugalità elegante”. Il maestro italiano, trasferitosi nel 1956 in Arizona, dove fonda prima la Cosanti Foundation e nel 1970 Arcosanti, un prototipo di città per 5.000 persone, basata sui concetti dell’Arcologia (Architettura e Ecologia), trae la forza del suo pensiero proprio dalla frugalità, applicata alle risorse e all’energia per vivere sfruttando il meno possibile l’ambiente. Una scelta programmatica: Soleri steso vive ad Arcosanti, la sua città mito-comunità-laboratorio ecolocico. Ecco le sue parole:

Il Golia del materialismo non può essere affrontato con successo con timidezza e semplici riforme. Deve essere denunciato con forza, e la propria alternativa non può essere una mera riforma dell’esistente ma una riformulazione delle motivazioni alla base della vita”.

L’alternativa che vorrei offrire è la ‘Lean alternative’, l’alternativa della frugalità elegante… Non si tratta di operare riforme, ma di riformulare le nostre fedi, le nostre priorità e il nostro approccio all’ambiente naturale. Il riformismo, lo insegna lo storia, è una impossibilità mascherata.

Noi occidentali siamo rimasti intrappolati nella gabbia del materialismo, una nostra invenzione. L’impero tecnocratico avrà vita breve perché al suo miope ed immenso potere fa eco la sua impronta teocratica”. Di qui l’invito alla riscoperta della frugalità per sconfiggere “l’opportunismo dell’homo faber” e a riformulare le motivazioni alla base della vita, ora che non è più “ostaggio della legge della sopravvivenza del più forte.

(Fonte: il Velino.it)

Sopra: la costellazione di Orione vista da Arcosanti

La priorità della moderna architettura è quindi quella di coniugare la qualità del vivere con i materiali e la tecnologia della nostra era, tentando di raggiungere quella sostenibilità assoluta che non è altro che la chimerica “emissione zero”. A differenza di altri, Soleri trova l’antitodo in un connubio tra “frugalità elegante” e “saggezza”. Un ingegnamento apparentemente eversivo e atemporale, che dovrebbe far riflettere i fantomatici profeti dell’architettura sostenibile concepita solamente e unicamente come un’intrusione sempre più eccessiva della tecnica e dell’industria.


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