Dea Roma

In una mattina illuminata da un sole spaventosamente abbagliante, passeggiando distrattamente su ponte Risorgimento – arcata che vive d’una tensione “sottilmente elegante” – vieni accolto dall’ombrosa ambiguità di un volto di pietra.
Enigmatico, invita ad un dialogo improvviso e sottovoce, anzi, silenzioso nel fragore sconvolto di un’Urbe dilaniata dai motori, dall’incuria, dalla bruttura, da rumori spaventevoli. Muto e sordo, il volto, “ascolta” e “parla” interiormente a chi sa attendere un attimo in più, a chi sa ancora ascoltare, a chi ama ri-trovarsi. Ti accoglie con il suo sguardo di divinità imperscrutabile… però, però… La melanconia atavica sorprende l’osservatore, strappandolo dal tempo degli uomini, accogliendolo in uno spazio altro, in quello del mito, dell’immaginazione, della bellezza perduta… “gli antichi sono migliori di noi e dimorano più vicini agli dèi”, sembra ricordarmi Platone… È la Dea Roma di Igor Mitoraj, che sembra caduta da un iperuranio insospettato, spuntata improvvisamente da abissi di memoria e abbandonata a testimoniare di una bellezza e di una umanità perduta in quella tristezza infinitamente creatrice che è la melanconia. È una Dea, Roma. Una Dea da venerare e da temere, in questo volto rutilante, dalla scardinate e inquietante energia Femminile. Classica, immobile e pacata nella pietra, dinamica nell’immaginazione. Ci si sorprende a rimanere con lo sguardo invischiato nella labbra sensuali di questa divinità urbana. Metafisica e post-moderna, antico frammento o non-finito, enigmatica e sfuggente, la scultura Dea Roma del grande Igor Mitoraj, donata da Finmeccanica, è collocata dal 2003 a Piazza Montegrappa, di fronte alla sede centrale della grande azienda, è sicuramente una delle opere contemporanee che meglio interpretano lo spirito della Città Eterna, con quell’inquieto spirito di chi ha conosciuto un’epoca perduta, con quella consapevolezza di essere portatrice di un messaggio profondissimo. Immersa in strappo di verde salvato dal traffico convulso, si lascia “vivere” dalla Natura che tutto riassorbe e ricrea. Si lascia “abitare” dalla vita, indicando una strada senza tempo, indicando la direzione giusta da seguire: tornare alla Memoria e alla Natura.



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