Il “Trapezophoros” di Ascoli Satriano

Il nostro paese è stato da sempre una cava di tesori d’arte da depredare, a disposizione di tutti quelli che non rispettando la Memoria e la Legge. Moltissime opere del nostro patrimonio si trovano nei musei del mondo (alcune volte legittimamente, altre no). Alcuni capolavori, ogni tanto, dopo essere stati predati, tornano alla loro giusta dimora. Tra questi voglio citare il superlativo Trapezophoros di Ascoli Satriano (Foggia), è un oggetto assolutamente fuori dall’ordinario e unico nel suo genere. È parte di un complesso di reperti in marmo del IV secolo a.C. che prende il nome di “marmi di Ascoli Satriano” appertenuti ad una tomba dell’élite principesca dauna e rinvenuti nel territorio dell’omonina città in Puglia.

Gli oggetti del complesso furono probabilmente trovati tra il 1976 e il 1977 attraverso scavi clandestini, che misero in luce 21 oggetti di natura varia, malauguratamente smembrati a scopo commerciale. Alcuni di questi furono sequestrati dalla Guardia di Finanza, mentre il Trapezophoros e un prezioso bacino rituale dipinto furono venduti al mercante d’arte Giacomo Medici, per poi entrare illegalmente a far parte della collezione di Maurice Tempelsman e poi al famigerato Paul Getty Museum (fortunetamente i reperti furono poi entrambi restituiti all’Italia nel 2007). Data la forma del Trapezophoros, si può con certezza ipotizzare che il corredo dei marmi dovvesse adornare una tomba a camera, con all’interno il sostegno con i grifoni a supporto di una mensa marmorea, oggi perduta, utilizzata come tavola per le offerte (dove erano disposti gli altri oggetti, forse con al centro il cratere dipinto).

Lascia senza respiro il Trapezophoros e l’eleganza della composizione della coppia di grifi affrontati che sbranano una cerva. Si possono ancora godere i colori originali: il corpo della cerva e l’interno delle ali dei grifi sono dipinti in giallo, con i solchi tra le piume resi in azzurro sfumato di bianco, mentre la base è in verde.
Un tesoro, quello del patrimonio artistico nostrano, troppo spesso sommerso dall’indifferenza non solo delle amministrazioni ma anche degli stessi cittadini.
Invito tutti, passando per la Puglia, a fermarsi ad Ascoli Satriano per avere l’onore di ammirare tali bellezze del passato. Un’occasione per migliorarsi.


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