Foto del giorno: Apollo di Veio

Foto del giorno: Apollo di Veio

La sua derivazione da modelli greci è palese e si possono riconoscere tanto elementi di stile ionico che di stile attico. … Ma l’impeto del suo muovere il passo e la brutale, quasi animalesca ferocia del suo sorriso sono una genuina espressione del gusto etrusco, che rimane pervaso di elementi primitivi.

(Ranuccio Bianchi Bandinelli e Antonio Giuliano)

L’Apollo di Veio è uno dei massimi capolavori della scultura etrusca. Realizzato in terracotta dipinta alla fine del VI secolo a.C., probabilmente dallo scultore Vulca, accoglie con il suo enigmatico e suadente sorriso arcaico il visitatore che ha l’occasione di visitare il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, scrigno di tante meraviglie che questi nostri antichi e sfuggenti antenati ci hanno donato.
Rinvenuto quasi integro nel 1916 da Giulio Quirino Giglioli nel santuario di Portonaccio presso Veio, è una statua a grandezza naturale (1,80 m. di altezza), e faceva parte delle sculture in terracotta che ornavano il colmo del tetto del tempio tuscanico dedicato a Minerva. Insieme all’Apollo fu rinvenuta una statua di “Ercole con la cerva”, il cui torso venne riportato in luce nel 1944 e un frammento della testa nel 1949, e una frammento con la testa di una statua di Hermes. Le tre sculture formavano un gruppo raffigurante la contesa tra Apollo ed Ercole per il possesso della cerva cerinite dalle corna d’oro, sacra ad Artemide. Un’altra statua che apparteneva anch’essa alla decorazione del santuario, ma è forse di mano diversa, rappresenta Latona con in braccio Apollo bambino.
Il volto del dio solare per eccellenza, si schiude qui in tutto il suo mistero: qualcosa in più di quello “spirito apollineo” intuito da grandi filosofi, che ci investe con gli effluvi che inalava la Pizia invasata sul tripode delphico…

 


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