Matera ed i suoi sassi, patrimonio UNESCO dal 1993

Ciò che fa Argia diversa dalle altre città è che invece d’aria ha terra. Le vie sono completamente interrate, le stanze sono piene d’argilla fino al soffitto, sulle scale si posa un’altra scala in negativo, sopra i tetti delle case gravano strati di terreno roccioso come cieli con le nuvole. Se gli abitanti possano girare per la città allargando i cunicoli dei vermi e le fessure in cui s’insinuano le radici, non lo sappiamo: l’umidità sfascia i corpi e lascia loro poche forze; conviene che restino fermi e distesi tanto è buio. Di Argia, da qua sopra, non si vede nulla; c’è chi dice «è la sotto» e non resta che crederci; i luoghi sono deserti. Di notte, accostando l’orecchio al suolo, alle volte si sente una porta che sbatte.

La fantastica città descritta da Marco Polo, ambasciatore del Gran Khan, è l’incipit del libro: “Matera, forma e struttura” della collana “testo e immagine”.

Rosalba Demetrio e Grazia Guadagno ci guidano nella città nata dalla terra:  mater dal grembo cavo e fecondo ma anche meta nel significato di roccia, cumulo di sassi. Una città preistorica condizionata profondamente dalle caratteristiche morfologico-strutturali, liteologiche e idrogeologiche del sito; nella quale l’uomo ha plasmato il suo spazio dentro e fuori la dura pietra. Nel libro ci vengono chiaramente svelate le più importanti fasi di aggregazione del tessuto edilizio, l’evoluzione del nucleo abitativo dalla cavità naturale (esposta alle intemperie) fino alla formazione di vere e proprie successioni di cavità sovrapposte. Un documento che ci aiuta a capire la forma urbis originaria di Matera, un libro da non perdere.

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