Palazzo Madama, Torino, Digitalizzazione Disegni di Filippo Juvarra

Palazzo Madama, Torino, Digitalizzazione Disegni di Filippo Juvarra

Con molto piacere vi segnalo questa mostra al Palazzo Madama di Torino, potete pregustare i disegni online a questo indirizzo. I quattro volumi furono acquisiti dal Museo Civico di Torino nel 1921.

articolo originale

Juvarra va on-line. Disponibili sul web le immagini ad alta definizione dei primi due album di disegni di Filippo Juvarra custoditi nelle collezioni di Palazzo Madama. Si tratta di progetti, vedute e scenografie realizzate

Chi poco vede niente pensa

(Filippo Juvarra)

Filippo Juvarra fu un eccelso disegnatore, in grado di stupire il pubblico e gli addetti ai lavori con la qualità dei suoi disegni e le dimensioni delle sue tavole progettuali. La sua abilità grafica era tale che i suoi fogli erano già ricercati da amatori e collezionisti quando egli era ancora in vita.
Per Juvarra il disegno non è semplicemente il mezzo con cui l’idea prende forma visibile, né soltanto uno strumento di lavoro destinato a committenti e maestranze: i disegni, gli schizzi, le vedute fantastiche, le allegorie, svelano la capacità dell’artista di evocare, con semplici tratti di penna o di carboncino, o con lente pennellate a inchiostro e acquerello, l’essenza di un volume, il guizzo di un ricciolo o di una conchiglia, l’ampiezza permeabile e cristallina di uno spazio vuoto; consentono di riconoscere le geometrie che stanno alla base degli edifici architettonici da lui progettati, di cogliere la poliedricità della sua inventiva di architetto e ideatore di oggetti; di apprezzare il gusto per forme preziose e semplici al tempo stesso, da cui emerge probabilmente la sua esperienza nella bottega del padre orafo. I disegni ci mettono dunque in contatto con la sua visione del mondo e con i momenti del processo creativo.


La pubblicazione sul web dei disegni di Palazzo Madama arricchisce le opportunità di libera consultazione avviate dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 2002 per i propri album con il Corpus juvarrianum: la digitalizzazione e la pubblicazione sul web consentono di rendere globalmente accessibili le opere e al tempo stesso di preservarle dall’usura e dai rischi connessi alla consultazione.
Ogni immagine, in tutto 215 per un totale di 395 disegni inventariati, è corredata da una breve scheda anagrafica. Entro un anno saranno messi on-line anche gli altri due volumi di disegni. Inoltre, è in corso la revisione delle schede di catalogo che potranno man mano aggiornare e arricchire la banca dati on-line.

Il progetto sarà presentato domenica 13 novembre 2011 dalle ore 17.00 a Palazzo Madama durante la seduta inaugurale del convegno di studi “Filippo Juvarra (1678-1736). Architetto dei Savoia, architetto in Europa” organizzato dal Centro Studi della Reggia di Venaria, dalla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte di Roma e dal Politecnico di Torino dal 14 al 16 novembre nelle tre sedi di Palazzo Madama, Reggia di Venaria e Castello di Rivoli

La digitalizzazione del fondo di grafica di Juvarra ha preso avvio nel 2010 in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino (prof. Giuseppe Dardanello) e l’Accademia delle Scienze di Torino. La scansione ad alta definizione è stata realizzata e interamente finanziata dallaSIAV Sistemi Digitali di Padova, società specializzata nella gestione e riproduzione elettronica di documenti con applicazioni nel campo dei beni culturali. Oltre che a Torino (Palazzo Madama, Archivio di Stato e Biblioteca Nazionale Universitaria), la maggior parte dei disegni di Filippo Juvarra sono raccolti in album conservati in musei e biblioteche italiani e stranieri: Chatsworth, Dresda, Londra (Victoria and Albert Museum), New York (Metropolitan Museum), Parigi (Bibliothèque Nationale de France), Venezia, Città del Vaticano (Biblioteca Apostolica Vaticana), Vienna (Graphische Sammlung Albertina); altri disegni sono conservati in fogli sciolti a Madrid (Biblioteca Nacional de España), Berlino (Kunstbibliothek) e Stoccolma. Palazzo Madama possiede quattro album con legatura settecentesca in pelle con fregi d’oro, che compaiono nell’inventario del 1764 dell’Archivio particolare di Carlo Emanuele III di Savoia.


Con le dispersioni degli anni napoleonici i volumi passarono al conte Luigi Seyssel d’Aix, che era riuscito a recuperare parte della collezione del re, ma successivamente imboccarono strade diverse. Il secondo e il quarto, contenenti l’uno progetti di edifici torinesi e studi per archi di trionfo, stemmi, targhe e schizzi scenografici, l’altro repertori di modelli d’ornato per candelabri e vasi, furono acquistati dalla Città di Torino per il Museo nel 1921. Nello stesso anno furono donati da Angelo Reycend e Giovanni Chevalley anche il primo volume, che raccoglie idee e pensieri per opere realizzate a Torino e in Piemonte, ed il terzo dedicato alle Memorie sepolcrali.

 L’ingresso dei quattro volumi nelle collezioni del museo civico nel 1921 rappresentò – anche a livello internazionale – l’inizio di una riflessione sull’importanza della produzione grafica dell’architetto siciliano: all’acquisizione dei due volumi da parte di Lorenzo Rovere, alla guida del museo civico dal 1920 al 1929, seguì il testo di Augusto Telluccini nel 1926, che mirava a restituire a Juvarra “il suo posto d’onore nella storia dell’architettura”; il testimone venne infine raccolto da Vittorio Viale, direttore del Museo Civico dal 1929 al 1965, che, in collaborazione con lo stesso Rovere e con lo storico dell’architettura tedesco Albert Erich Brinckmann, pubblicò nel 1937 la prima grande monografia su Juvarra, con il regesto della vita, delle opere e la sezione dedicata ai disegni. Un’opera che ancora oggi è punto di riferimento fondamentale per quanti si avvicinano allo studio dell’opera di Juvarra. Nel 1966, dopo il suo ritiro, Viale curò ancora la mostra di Messina su Filippo Juvarra architetto e scenografo e avviò il progetto Corpus juvarrianum nell’ambito del quale vennero pubblicate tra gli anni Settanta e Ottanta diverse ricerche a carico di studiosi italiani e stranieri che hanno meglio precisato l’attività di Juvarra e aperto la strada, negli anni Novanta, a una nuova fortuna critica, ricca di monografie e mostre, tra cui Filippo Juvarra a Torino. Nuovi progetti per la città (1989), Filippo Juvarra architetto delle capitali a Torino e Madrid (1995), I trionfi del barocco (1999).
I disegni oggi nelle collezioni di Palazzo Madama, in tutto 542, sono realizzati a matita, penna e acquerello. La datazione dei fogli si colloca tra il 1706 e il 1735. In molti casi su una pagina sono incollati più disegni: ogni volume ha infatti circa 100 fogli e misura 45 x 30 cm.

Leggi l’articolo completo sul Museo Civico di Arte Antica, Palazzo Madama, Torino.


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