Pantheon

Buon Natale!

Letteralmente Natale significa “nascita”. La festività del Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno: la “rinascita” del sole. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”). In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo. Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”. Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi diversi. La nascita del sole che vince le tenebre è diffusa da tempi in oriente, da dove penetrò nel mondo romano (soprattutto grazie all’imperatore Eliogabalo). Sol Invictus è inoltre presente nel Mitraismo. Nello stesso cristianesimo il culto solare è associato a Cristo, per cui la stessa sovrapposizione delle date può aver avuto sia motivazioni simboliche sia politiche (la volontà di congiungere e quindi sostituire le feste pagane dei Saturnali e del Sol Invictus).

Esistono un’infinità di edifici in cui il tema della luce solare crea la stessa qualità dell’architettura. Più di tutti il Pantheon di Roma segna la consacrazione dello spazio di collegamento tra cielo e terra, axis mundi sotto l’egida della luce splendente che eternamente regola la vita del cosmo… E’ dedicato a tutte le divinità, e la stessa cupola immensa vuole rappresentare la volta celeste, in una religiosità che esprime è entro una concezione naturalistica dell’esistenza, in quanto oculo centrale, come astro splendente, rappresenta l’unica sorgente di luce, e quindi di vita. La luce che amana da questo centro ideale si propaga drammaticamente nella cavità indicibile variando continuamente nel tempo:

«Volli che questo santuario di tutti gli dei rappresentasse il globo terrestre e la sfera celeste, un globo entro il quale sono racchiusi i semi del fuoco eterno, tutti contenuti nella sfera cava » (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

Come investiti da una cosmogonia continua ed eterna, regolata dalla luce, come fonte di vita…

Tutto questo per dire che, secondo la mia visione, l’interesse per la luce solare dagli addetti ai lavori è spesso limitata all’aspetto del risparmio energetico. Credo invece che tornare a percepire la luce solare come possibilità progettuale, come elemento fondante dell’architettura porti con sé anche il risparmio energetico: perché l’ecosostenibilità è un modo di concepire l’Architettura, non è una solamente una serie di accorgimenti tecnici!


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