E’ successo oggi… 28 dicembre, Nasceva Domenico Rossi

dicembre 28, 2011 |  by  |  Architettura italiana, Arte, Blog, Citta' ed Architetture Italiane, E' successo oggi…, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Venezia  |  , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,  |  Share

Il 28 dicembre del 1657 nasceva a Morcote (Canton Ticino) Domenico Rossi, architetto poco conosciuto ma autore di significative e, in alcuni casi, famose opere. All’età di 8 anni si trasferì a Venezia affidato agli zii materni Giuseppe Sardi detto Iseppo, architetto affermato, e Antonio, prete della parrocchia di San Giuliano. Entrò a bottega presso Alessandro Tremignon per formarsi come tagliapietra. Adolescente, dopo cinque anni di tirocinio diventa allievo del grandissimo Baldassarre Longhena, il progettista e realizzatore della magnifica Basilica di Santa Maria della Salute. Grazie alla pratica con il maestro, diviene l’architetto di fiducia di famiglie aristocratiche della Repubblica, come i Dolfin, i Savorgnan e i famosi Manin.
Insieme all’attività di architetto, si occupò della realizzazione di altari in Istria e in Romagna e del commercio del pregiato marmo di Carrara.
Nel 1701 venne incaricato della ristrutturazione integrale di Palazzo Dolfin Manin, attuale sede veneziana della Banca d’Italia, prestigioso edificio che fa mostra di sé con la sua mole lapidea nelle acque del Canal Grande, presso il Ponte di Rialto (a sinistra: la facciata del Palazzo a Venezia – Fonte: Wikimedia). Nel 1705 realizzò la Chiesa di San Pietro in Fortezza ad Osoppo, e nel 1708 la Chiesa di Santa Maria Maddalena ad Udine. Nel 1709 portò a termine l’elegante facciata del Duomo di San Daniele del Friuli (a destra: il Duomo di San Michele Arcangelo a San Daniele del Friuli – Fonte: Wikimedia). Entrato in contatto con i ricchissimi e potenti Manin, Rossi ricostruisce dopo l’incendio del 1705 la Chiesa di San Girolamo. Per la stessa famiglia realizza la “piazza quadra” antistante la grandiosa villa Manin a Passariano (sotto, a sinistra: la Villa di Passariano con, in primo piano, la “piazza quadra” – Fonte: Wikimedia).
Ad Udine gli viene affidata la ristrutturazione dell’antico Duomo, e nel 1709 vine chiamato alla realizzazione di una delle chiese più importanti e rinomate di Venezia, ed una delle poche ad affacciarsi direttamete sul Canal Grande: la chiesa di San Stae (Chiesa di Sant’Eustachio e Compagni martiri). L’edificio sembra vacillare tra l’esuberante plasticità del Longhena riletta solo in chiave decorativa come a richiamarsi al barocco romano, e alla linearità compositiva dello Scamozzi unita al classicismo palladiano (a destra: la facciata di San Stae a Venezia – Fonte: Wikimedia). Ammirando la facciata, infatti, di può notare una certa corrispondenza compositiva con le opere lagunari di Palladio, ma è tutta barocca la ghimberga a timpano spezzata sul portale d’ingresso. Il ricchissimo repertorio decorativo dell’interno vanta opere celebri di artisti barocchi del primo settecento come Sebastiano Ricci, Giovanni Battista Pittoni, Giovanni Battista Piazzetta e Giambattista Tiepolo, autore del Martirio di San Bartolomeo (sotto, a sinistra: il dipinto del Tiepolo a San Stae del 1722 – Fonte: Wikimedia).

Nel 1710 visita la città dei Papi, e dopo essere rientrato nella Serenissima tra il 1711 e il 1712 si occupò del rifacimento del soffitto della Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti.
Il suo San Stae impressiona così tanto i veneziani che nel 1713 riceve dai Gesuiti la commissione della progettazione e costruzione della loro sede, che Domenico Rossi realizzò in un magniloquente stile barocco, grazie alla valente collaborazione dello scultore Giuseppe Pozzo, progettista dell’altare maggiore, del celebre stuccatore Abbondio Stazio e del pittore Louis Dorigny. Insieme, questi artisti, portarono a compimento uno dei più sfolgoranti e magnifici interni chiesastici del ’700 (sotto, a destra: l’interno della Chiesa – Fonte: Wikimedia).
Negli stessi anni si occupò, assieme a Giuseppe Torretti, dell’altare e della cappella maggiore della Chiesa dei Santi Biagio e Cataldo alla Giudecca (demolita nel XIX secolo). Nel 1714, su incarico del commendatore conte Guidobaldo di Stahrenberg, maresciallo di campo del principe Eugenio di Savoia, edifica la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Lubiana, e, nello stesso anno, disegna l’altare del Crocefisso a Poveglia.
Per il grande complesso della villa Manin di Passariano, Rossi si occupò, secondo alcune fonti, nel 1718 della “piazza tonda”, che andò a completare la piazza retta, quasi a voler realizzare una laica piazza San Pietro a Roma (a sinistra: la “piazza tonda”, o “esedra” della villa Manin – Fonte: Wikimedia).

L’anno successivo prestò servizio anche per il Duomo di Pordenone, mentre nel 1721 tornò ad occuparsi della Chiesa di Santa Maria Assunta dei Gesuiti a Venezia, progettandone la facciata e l’altare maggiore (a destra: la facciata della Chiesa dei Gesuiti – Fonte: Wikimedia). Dal 1722 al 1724 costruì il palazzo Sandi in Corte dell’Albero che nel 1725 venne ornato dagli affreschi di Giovan Battista Tiepolo.
In collaborazione con Giovanni Scalfarotto, progettò il Palazzo Ca’ Corner della Regina, costruito nel 1724 sul Canal Grande in uno stile definibile come “neoclassico”, e nello stesso anno progetta i coretti laterali della Chiesa di Santa Maria dei Derelitti più nota come Ospedaletto (a sinistra: la facciata di Ca’ Corner della Regina – Fonte: Wikimedia). Gli viene, inoltre, attribuita la cappella a pianta esagonale del palazzo Manin di Udine, realizzata nel 1729.
Fu anche uno degli autorevoli artisti partecipanti del concorso per la facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano. Dal 1731 al 1737 il suo intervento è attestato per due “spalliere d’architettura” nella cappella del Palazzo Manin a Nogarazza presso Rovigo. Morì a Venezia l’8 marzo del 1737.


Leave a Reply

Connect with Facebook

Comment moderation is enabled, no need to resubmit any comments posted.