E’ successo oggi… 24 gennaio, La Roma dell’Imperatore Claudio

Sopra: Lawrence Alma-Tadema, A Roman Emperor 41 AD, 1871

«Dopo l’uccisione di Caligola… Claudio suo zio… cinquantenne… divenne imperatore per uno strano caso. Infatti, trascurato dagli uccisori di Caligola, avendo quelli portato via il numero dei congiunti e dei servi di questo, egli s’era nascosto in una sala di nome Ermeo. Non molto dopo, spaventato dal rumore della porta, proseguì verso il vicino solarium e si nascose dietro alle tende davanti all’ingresso. Qui, essendosi tenuto nascosto ancora, un soldato semplice, visti i piedi lo tirò fuori mentre Claudio si inginocchiava per il timore, ma riconosciutolo, lo salutò imperatore. Poi lo condusse dagli altri soldati, esitanti e frementi. Posto dai suoi sulla lettiga, fu portato nell’accampamento, triste e trepidante, mentre la folla che incontravano lo commiserava, quasi stesse per essere giustiziato pur essendo innocente. Ricevuto entro il vallo, pernottò tra le tende dei soldati, temendo più che sperando. Invero all’indomani, reclamando il popolo una guida per lo Stato, fu salutato da tutti imperatore»  (Svetonio, Vite dei Cesari, V, 10.)

Il 24 gennaio del 41 d.C. sale al trono imperiale di Roma Claudio, nominato dopo l’assassinio di suo nipote Caligola.
Aveva 51 anni, e fu il quarto imperatore romano, appartenente alla dinastia Giulio-Claudia, ed il primo a nascere fuori dell’Italia (era nato a Lugdunum, l’attuale Lione).
Per assurdo, non venne mai considerato dai suoi contemporanei un candidato probabile, e quindi pericoloso, per il trono, anche per una sua qualche infermità (fisica e/o mentale), e quindi fu l’unico maschio adulto a sopravvivere alle epurazioni e agli omicidi che sconvolsero la sua famiglia. Esordì sulla scena politica solo a 47 anni, quando tenne il consolato assieme al nipote Caligola.
L’Imperatore Claudio si dimostrò un sovrano capace e, al contrario, fu un abile amministratore, mecenate, espansionista in politica estera (sotto di lui Roma conquistò la Britannia, la Mauretania, la Tracia, la Rezia, il Norico, la Licia e l’Armenia), e un grande legislatore. Fu però fortemente contrastato dall’aristocrazia, e quindi per tutelare la sua posizione fu costretto a mettere a morte molti senatori. Morì probabilmente avvelenato da funghi velenosi, forse ucciso da Agrippina, la madre di Nerone, che gli successe nel 54 d.C. Gli storici antichi ebbero una visione assai negativa di Claudio, mentre tra i moderni il suo operato è stato ampiamente rivalutato.

Sopra: le arcuazioni di sostegno per il doppio condotto dell’Acquedotto Claudio (canale inferiore) e dell’Anio novus (canale superiore) nel Parco degli Acquedotti di Roma

Come abbiamo detto, fu un fautore delle arti e dell’architettura, in un piano di opere pubbliche di grande respiro. Ultimò la costruzione di due acquedotti iniziati dal predecessore Caligola: l’acquedotto Claudio (Aqua Claudia), e l’Anio Novus che si incontrano entro Roma nella famosa Porta Maggiore, da lui voluta nel 52 , e ne restaurò anche un terzo, l’Aqua Virgo (sopra, a sinistra: la Porta – Fonte: Wikimedia Commons).
Fu promotore di grandi infrastrutture, come la la costruzione di strade e canali in Italia e nelle province. In particolare fece costruire un grosso canale che univa il Reno al mare ed una strada che collegava l’Italia alla Germania, entrambe opere iniziate da suo padre Druso Maggiore, mentre in Italia si deve a lui il canale navigabile che terminava a Portus, il nuovo porto a Nord di Ostia voluto dall’Imperatore. Al fine di accogliere le navi venne scavato un grandissimo bacino di 1000 m x 700 m, ma i costruttori non considerarono la possibilità che il porto potesse subire un forte deposito delle sabbie fluviali, e in breve questo divenne inagibile. Da questo fallimento derivò l’edificazione del porto, nello stesso luogo, di  Traiano, ben più efficace e che rimase in funzione per secoli.
Le maestranze di Claudio si cimentarono anche nel tentativo di bonificare la piana del Fucino, senza ottenere grandi successi. A lui si devono, inoltre, anche due importanti arterie: la via Valeria Claudia fino all’Adriatico e la via Claudia Augusta da Altinum fino al Danubio.
Per quanto concerne l’importanza di Claudio nella storia dell’architettura, non dobbiamo guardare alla quantità delle realizzazioni, ma ad un particolare aspetto. Torniamo a Porta Maggiore (foto sopra, a destra). La Porta non è altro che il doppio arco monumentale che Claudio fece edificare per contenere le condutture dei due nuovi acquedotti citati, sopra la congiunzione delle due vie Prenestina e Labicana. Gli acquedotti erano in opus caementicium, con paramenti in mattone, mentre la grande porta venne edificata con la tecnica a blocchi di travertino, con la parte inferiore a forte bugnato. Sembrerebbe simile alla successiva Porta Nigra di Treviri, ma la muratura di quest’ultima appare a bugnato perchè non venne, per ragioni ignote, finita, mentre il bugnato della Porta Maggiore di Roma è un manierismo voluto in modo deciso (foto a sinistra: la Porta Nigra a Treviri – Fonte: Wikimedia Commons). L’uso del bugnato nell’architettura romana antica non è diffuso, anzi si può riscontrare in un piccolo gruppo di edifici proprio di epoca claudia, come l’arco terminale dell’Acqua Vergine (sempre edificato da Claudio), e le sottostrutture del Tempio del Divo Claudio, terminato da Vespasiano. Se il bugnato rappresentò una marginale ricerca del’epoca, è però vero che sicuramente a queste opere si ispirarono gli architetti rinascimentali e barocchi, da Michelozzo al Bernini (a destra: il bugnato di Palazzo Medici Ricciardi a Firenze, opera di Michelozzo, metà del XV sec – Fonte: Wikimedia Commons).


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