E’ successo oggi… 31 gennaio, L’estasi di Ludovica Albertoni

Sopra: la tomba di papa Clemente X Altieri al quale di deve la beatificazione di Ludovica Albertoni. Fonte: Wikimedia Commons

Oggi ricorre la commemorazione liturgica della beata Ludovica Albertoni (Roma, 1474 – Roma, 31 gennaio 1533). Grande mistica e religiosa, terziaria dell’Ordine francescano, appartenenva ad una importante famiglia romana. Rimase prematuramente orfana del padre e, quando la madre decise di risposarsi, fu, quindi, cresciuta dalla nonna materna e da alcune zie. Contro la sua volontà fu costretta a sposare il nobile Giacomo della Cetera, con il quale, comunque, ebbe un rapporto amorevole e dal quale ebbe tre figlie. Quando nel Nel 1506 morì il marito, decise di aderire al Terz’Ordine francescano, e da questo momento si ritirò in una dimensione fondata sulla preghiera, meditazione, penitenza e opere di misericordia, esaurendo tutti i suoi beni a favore dei bisognosi.
Secondo le testimonianze dei fedeli, ebbe il dono dell’estasi, per la quale la religiosa divenne particolarmente nota e amata dalla devozione popolare, tanto che subito dopo la morte cominciò il suo culto pubblico spontaneamente, poi confermato da papa Clemente X il 28 gennaio 1671.
Ludovica Albertoni è nota, dagli amanti dell’arte, anche per un altro aspetto. Per capire i motivi di questa “passione” ci dobbiamo spostare al 17 gennaio 1674, quando le sue spoglie mortali vennero deposte in un magnifico sepolcro, tanto marmoreo quanto estatico, a San Francesco a Ripa in Roma, dove sono tuttora.
Solo un artista poteva essere in grado di raffigurare l’estatica trascendenza della beata, solo uno scultore aveva la capacità di rendere eterea e fluida la pietra e “maravigliare” l’entusiata pellegrino arrivato al cospetto del sublime sepolcro: Gian Lorenzo Bernini.

Il grande artista realizzò, ormai settantenne, la stupefacente scultura nel 1674, per disporla nella cappella che la famiglia Altieri – la famiglia di papa Clemente X – aveva deciso di dedicarle nella chiesa romana di San Francesco a Ripa, in Trastevere.
Bernini aveva già affrontato il tema dell’estasi nella celeberrima Estasi di santa Teresa d’Avila del 1652, che trova collocazione nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria.

Sopra: la cappella Altieri in San Francesco a Ripa. Visibile il fascio di luce radente proveniente dalle finestre verticali nascoste. Foto di zio Paolino su Flickr.

Nonostante la cappella Altieri fosse uno spazio angusto, il grande maestro riuscì a creare un effetto sorprendente come quello della Cappella Cornaro a Santa Maria della Vittoria. Con grande maestria inserì due pareti inclinate a mo’ di quinta teatrale al “palco” dove inserì il sepolcro della beata. Non finsce qui. Il genio barocco, infatti, dietro le due pareti inclinate inserì due finestre nascoste che danno direttamente all’esterno, creando una illuminazione radente che bagna di un pallore mistico la candida superficie della stuata nella penombra della chiesa (a sinistra: immagine che mostra una delle due finestre. Foto di zio Paolino su Flickr).

Sopra: la cappella Altieri in San Francesco a Ripa. Sullo sfondo della scultura di Bernini la pala di Giovan Battista Gaulli. Foto di Biepmiep (Taffy van Doorn) su Flickr.

L’elevazione della beata diviene così compiuta nella composizione architettonica, grazie al fascio di luce numinosa che investe di sacrale misticismo il corpo di Ludovica Albertoni. La beata sembra librarsi dalla sconcertante drappo di diaspro che in modo anticonvenzionale si appoggia sull’altare della cappella. Quasi a ribadire la tensione e il convulso rapimento delle visioni estatiche della figura scolpita, questa si staglia sulla tela di Giovan Battista Gaulli, dai colori cupi e dai tratti delicati.
La visione è fortemente enfatizzata, drammaturgica, in cui il confine tra realtà umana e “divino” artificio si fa labile… la vita diviene momento onirico e il marmo carne trasfigurata. Lo scalpello di Bernini rende l’estasi un abbandono sottilemnte sensuale, sottolineato dall’intensità dell’espessione del volto e dallo scomposto agitarsi delle vesti. Un superamento totale della compostezza rinascimentale classicheggiante che compirà anche nelle opere di architettura, di cui parleremo, ovviamente, sempre se rimarrete con noi!

Sopra: il magnifico drappo di Bernini. Fonte: Wikimedia Commons


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