National Gallery of Victoria, Mario Bellini, Melbourne

Il percorso della National Gallery of Victoria è ideato come un insieme di sequenze: ogni scena è una tappa dove le variazioni spaziali e cromatiche guidano le diverse esperienze conoscitive ed emotive. Le varie sezioni si differenziano per colori, dimensioni e sceneggiatura: il verde veronese che esalta la potenza e la ricchezza delle grandi opere del Cinquecento e Seicento; il tenero verde-azzurrino del “plein air” per la collezione impressionista; il bianco essenziale, ammorbidito dalla luce naturale, per la collezione d’arte contemporanea; e così via, interpretando la vocazione specifica di ciascuna area. Il passaggio da una sezione all’altra è scandito da forti portali in ferro ossidato a fuoco: veri e propri snodi narrativi che diventano anche superfici informative per il visitatore.

Ingresso della National Gallery of Victoria.

Hall della National Gallery of Victoria .

Piante e Sezioni della National Gallery of Victoria.

Teche espositive della National Gallery of Victoria.

Le 380 vetrine che ospitano i molteplici oggetti della varie collezioni (display a muro o free standing vetrati sui cinque lati) sono elementi significativi che animano le pareti e organizzano architettonicamente lo spazio: gruppi, esedre, serpentoni, colonnati creano sequenze spaziali ed espositive che rendono dinamici i percorsi. Le vetrine sono illuminate da un sistema di microproiettori e quinte, alimentate da fibra ottica, che riproducono in scala minima una sorta di attrezzeria teatrale dagli esisti sorprendenti. L’innovativa tecnologia, realizzata in Belgio su disegno di Mario Bellini, garantisce anche l’atmosfera controllata e comprendente un sofisticato sistema di allarmi.

Sale espositive della National Gallery of Victoria.

Lo stesso Mario Bellini ci aiuta a capire meglio il suo progetto:

Tra tutti, infatti, il tema della luce ha fin da subito preso rilevanza nell’iter di progetto. L’obiettivo era quello di realizzare una “macchina illuminotecnica” dalle prestazioni più elevate possibili. Una macchina che consentisse un’estrema libertà di soluzioni a fronte dell’estrema diversità tipologica degli oggetti destinati ad essere esposti nelle vetrine. Una macchina che, come un palcoscenico di teatro, offrisse la possibilità di orchestrare le luci in modo da creare un efficace “supporto” alle emozioni del pubblico.

Messinscena teatrale anche per l’ampia collezione di arredi, organizzata cronologicamente: i mobili sono collocati in set scenografici, galleggiano nel loro tempo e dialogano col presente, come attori su un palcoscenico.

Non perdete le bellissime immagini presenti sul sito dello studio Bellini.

Dettagli degli espositori della National Gallery of Victoria.


Leave a Reply

Connect with Facebook

Comment moderation is enabled, no need to resubmit any comments posted.