Gustav Klimt a Milano, in esposizione il fregio di Beethoven

Per capire Gustav Klimt (Vienna 1862-1918) dobbiamo tuffarci nella Vienna della secessione. Una città che ha vissuto con leggerezza e con tragicità la fine del suo ruolo di capitale di un impero.

Gli anni della sua produzione sono quelli in cui l’imperatore Francesco Giuseppe tentava di tenere a freno le istanze separatiste degli ungheresi, gli anni in cui l’aristocrazia difendeva con tutte le sua forze i suoi privilegi. Ma anche gli anni in cui Schnitzler descriveva nei suoi romanzi la follia della mente umana, Mahler andava disgregando il linguaggio della musica sinfonica e Freud rivelava al mondo la nozione destabilizzante di inconscio e la centralità della vita sessuale.

Allegoria della Medicina di Gustav Klimt.

In questo clima tumultuoso Klimt mosse i passi di una carriera che sembrava votata alla decorazione di spazi pubblici e dunque alla consonanza dei valori etici dell’Impero: fino al 1905 fu incessantemente impegnato nella decorazione dei palazzi pubblici. Un crisi profondissima e personale lo colpì non appena il suo linguaggio figurativo giunse a toccare temi che la società viennese ritenne inaccettabili. Lo scandalo arrivò con i pannelli proposti per l’Aula Magna dell’Università di Vienna, dove l’Allegoria della Medicina mostrava una donna impotente e sopraffatta dalla morte e malattia, mentre l’Allegoria della Giustizia esibiva uno squilibrio di forme che invece di celebrare l’inevitabilità del bene affermava l’impossibilità del diritto.

Allegoria della Giustizia di Gustav Klimt.

Parallelamente a questo percorso interiore Klimt era giunto ad una sintesi delle fisionomie e ad appiattimento dello spazio, in favore dei fondi oro ispirati ai mosaici di Venezia e di Ravenna. I fondali iniziano a riempirsi di motivi decorativi che si legano alle ambientazioni e agli abiti. Le figure maschili scompaiono dalle sue rappresentazioni, in favore di una immagine della femminilità ora fiera e crudele (come nelle due versioni di Giuditta, 1901 e 1909), ora esaltata da una gravidanza (Speranza, 1903 e Speranza II, 1907), ora estasiata dalla maternità e rinsecchita dagli anni (Le tre età della donna, 1905).

Vediamo come le allegorie nelle quali rappresenta il tema della superiorità della donna come colei che è in grado di procreare e che, spinta dalla sua stessa missione generativa, sa abbandonarsi senza paura né difese all’amore: sono presenti in quadri emblematici come il Bacio, 1908 o L’abbraccio, 1905. I motivi stilizzati che riempiono le superfici decorate delle tele non fanno altro che ampliare questo messaggio: fiori che alludono al sesso femminile, volute come rami che prolificano, addirittura cellule che si moltiplicano (la cui forma Klimt aveva studiato attraverso le lezioni viennesi del biologo Zuckerkandl).

Ora veniamo all’opera esposta a Milano: il fregio lungo 34 metri, venne esposto a Vienna nel 1902, nel Palazzo della Secessione, in occasione della XIV esposizione del gruppo dedicata a Beethoven.

Ispirata alla Nona Sinfonia, la monumentale composizione riassumeva idee, simboli, aspirazioni di quella temperie, con la tipica ansia di purezza, le allusioni esoteriche, brama di rincorrere le ombre dell’inferno e della terra.

Giuditta I di Gustav Klimt.

Giuditta II di Gustav Klimt.

Le tre età della donna di Gustav Klimt.

La Speranza II di Gustav Klimt.

Orario della Mostra:

SPAZIO OBERDAN – CINETECA
Viale Vittorio Veneto 2 (20124) 
4 Febbraio – 6 Maggio
martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30
(la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura)
biglietti: intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €
Visita la Homepage della mostra per ulteriori informazioni.
 

Promossa dalla Provincia di Milano e prodotta e organizzata da Alef – cultural project management – la mostra presenta al pubblico Klimt: autorevole rappresentante della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, che nel 2012 avrebbe festeggiato il suo 150° compleanno.

In occasione di questa particolare ricorrenza numerosi e importanti eventi internazionali celebrano la figura e l’opera del Maestro austriaco. Vienna, città in cui Klimt ha trascorso gran parte della sua esistenza, ospita, nelle sue sedi espositive più prestigiose, numerose mostre di grande levatura. Altre importanti città europee da Parigi a Barcellona, da Berlino a Londra, accolgono speciali eventi e interessanti workshop per indagare e scoprire le opere del grande artista.

Milano, prima città italiana che inaugurerà le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Klimt, si allinea all’offerta culturale internazionale con questa mostra che presenta la riproduzione a dimensioni reali di una parte dello straordinario Fregio di Beethoven accompagnata da diciotto disegni originali correlati al famoso affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna.

Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodder e Leopold Stolba per le singole Esposizioni del movimento e appartenenti alla Collezione Salce della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso. Completano l’esposizione alcuni numeri della celebre rivista “Ver Sacrum”, lo strumento più alto realizzato dagli artisti appartenenti al movimento secessionista, custode della poetica dell’arte totale – Gesamtkunstwerk.

La mostra guiderà il visitatore alla comprensione del capolavoro klimtiano, cogliendo i motivi grafici principali della composizione insieme alla forte simbologia e alle numerose allegorie che ne emergono. Un team di scenografi e decoratori darà infatti vita alla parziale riproduzione del celeberrimo Fregio di Beethoven in scala 1:1. Il Fregio sarà posizionato in una sala dedicata all’interno della sede espositiva in cui risuoneranno le note della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

fonte.


Visualizzazione ingrandita della mappa


Leave a Reply

Connect with Facebook

Comment moderation is enabled, no need to resubmit any comments posted.