E’ successo oggi… 14 febbraio, Architettura “innamorata”

Lo so benissimo, sarete tutti indaffarati a cercare un regalo romantico, ma non banale, da donare al proprio innamorato… no, non consiglierei proprio quel righello a forma di cuore, e nemmeno il peluche a forma di Borromini innamorato. Aborro, poi, quel mazzo di fiori con il profilo del capitello ionico… quanto meno, per amor patrio, optate per il tuscanico!
In questo giorno degli innamorati, vi voglio condurre sulle orme del Santo patrono dei cuori infranti per parlarvi, come sempre, di architettura. Come? Vedrete, vedrete…

Sopra: la Concattedrale di Bitonto – Fonte: Wikimedia Commons

Sicuramente pochi sono a conoscenza del fatto che uno dei capolavori assoluti dell’architettura italiana sia dedicata a San Valentino. Spostiamoci nell’assolato – almeno per antonomasia – meridione italiano. Non potete mancare una visita al magnifico tempio medievale della Concattedrale di Bitonto, dedicato a Santa Maria Assunta e a San Valentino, appunto, uno dei più fulgidi esempi di romanico pugliese. La chiesa, nota anche come duomo di Bitonto, è stata innalzata tra l’XI e il XII secolo, seguendo il modello della basilica di San Nicola di Bari, ed è considerata una delle più complete e piene espressioni del romanico pugliese (a sinistra: lo straordinario ambone del Duomo di Bitonto – Fonte: Wikimedia Commons).
Salendo, lungo la nostra bella penisola, potrete, magari con un bel panino e un buon vinello, fermarvi alla Basilica di San Valentino a Terni… la chiesa barocca, oltre a conservare la sepoltura del Santo, è arricchita da pregevoli opere d’arte, come la pala del Cavalier d’Arpino con San Michele Arcangelo (a destra: facciata della Basilica a Terni – Fonte: Wikipedia).
E nel contemporaneo?

In Italia, a Roma, Francesco Berarducci è l’autore della chiesa di San Valentino,  nel quartiere Parioli, in viale XVII Olimpiade, consacrata nel 1986. È accattivante la scelta del mattone faccia a vista coniugata con gigantesche travi in acciaio, che più che alludere a l‘high tech, sembra essere un tempio pauperistico, un chiesa operaia, di fabbrica ed officina – ai Parioli!

Originale ed alternativa è la chiesa più particolare che ho incontrato, quella della parrocchia cattolica, dedicata a San Valentino, a Limbach, in Germania.
Partendo da elementi storici di origine gotica e barocca, nel 1963 si decide di espandere la chiesa, mantenendo il campanile, il coro e la facciata ovest. Nel 2003 un incendio devastò la chiesa, e così andarono persi anche moltissimi arredi originali. Si decise di ricostruire in forme nuove la navata, con un progetto assai alternativo di Werner Lupo Holzapfel, con l’inserimento di elementi dissonanti dalla configurazione storica della chiesa (sopra, a sinistra, e a destra: interno ed esterno della chiesa – Fonte: Light Design Engineering). In particolare, la navata venne impostata su una forma ovale fortemente dilatata lungo l’asse longitudinale, che si interseca con il volume coperto a falde della chiesa, creando un connubio tra la pianta centrale e quella a unica navata con cappelle – o navate – laterali. Un sospeso matrimonio che allude alle forme proprie della progettazione barocca. Se l’esterno sembra meno convincente, ma comunque è da apprezzare la qualità dimessa del volume curvo inserito con discrezione, senza eclatanti soluzioni, ad eccezione della teoria vibrante di piccole squadrate aperture senza la forza brutale di Ronchamp, l’interno, invece, demanda la qualità dello spazio a un sapiente gioco di luce e colori che sembrano sposarsi bene con la tradizione coloristica e luministica del centro Europa. Poco persuasivo, ed anzi non di ottimo gusto, il pannello centrale librato sulla navata con ramage vegetali, una versione Herzog & De Meuron vernacolare.

Buon San Valentino!

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