E’ successo oggi… 15 febbraio, “Broadcast Yourself”

Ho sempre amato una frase di Hermann Hesse, uno dei miei scrittori preferiti:

Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio. (da Klein e Wagner)

Questa unione mistica col numinoso si può percepire, per chi ha spalancati non i sensi del corpo, ma dello spirito. È tangibile, quando ci si trova al cospetto di un’opera d’arte, o meglio, di quell’opera d’arte che come una chiave è capace di spalancare una e una sola porta, e ci schiude a un rapporto di conoscenza divina che è soprattutto un rapporto elettivo con la propria interiorità. Se volete, chiamatela Psiche, Anima, l’importante è invocarla…
Hanno un fascino che mi conduce al sublime il magmatico abbraccio del Ratto di Proserpina di Bernini, il dramma del cretto di Burri, la carne turgida e la materia tronfia di Michelangelo, l’enigma e l’oscurità di von Stuck, le estasiate superfici flessuose del Borromini, le preziosità allegoriche di Klimt, ecc.
Però la Pop Art mi è sempre stata sfuggente, non mi è mai appartenuta, ma, insomma, si tratta di un mio limite. Andy Warhol, al contrario, mi ha sempre catturato, come Oscar Wilde e George Orwell. L’ho sempre percepito come un vate illuminato, un adepto della Pizia, un iniziato oracolare, un sapiente depositario di una conoscenza superiore. Soprattutto, in base a quello che oggi vediamo intorno a noi, era certo dotato di poteri profetici, quando affermò che “In futuro, tutti saranno famosi per quindici minuti”
15 minuti… 15 minuti… un numero che ricorre… oggi è anche il 15 febbraio… no, non centra proprio nulla la profezia dei Maya, sia chiaro!
Ma sì, ecco: è il limite di YouTube. E non sarà un caso che il sito venne attivato proprio il 15 febbraio del 2005. Sembra che allora il vaticinio di Andy Warhol si riferisse proprio a questo  sito web, ad oggi il più visitato al mondo dopo Google e Facebook. Insomma, oggi YouTube compie 7 anni. Buon Compeanno!

YouTube è stato fondato da Chad Hurley, Steve Chen  e Jawed Karim, ognuno con esperienze lavorative con PayPal.
Già dopo un anno, YouTube totalizzava 100 milioni di video visualizzati, con 65 mila nuovi filmati aggiunti ogni giorno.  È nota a chiunque la straordinaria fortuna del sito, che oggi è divenuto un vero e proprio fenomeno di costume. Se la televisione, infatti, aveva già  rivoluzionato la vita umana costituendo una finestra che il mondo apre in ciascuna casa, rimanendo però un mezzo passivo, internet ha ribaltato questo rapporto. YouTube è stato il salto successivo: l’utente diviene lo stesso artefice dell’offerta, diviene il creatore attivo stesso della rete. Non esistono più rapporti gerarchici, e nemmeno lo spazio tempo: ognuno, in qualsiasi parte del mondo, può filmare – oggi, addirittura, con il cellulare – e diffondere nella rete il proprio video. Un Big Brother – e qui più che Canale 5 torna Orwell – che più che guardarci solamente, ci offre anche la possibilità di osservare gli altri e il mondo, di fissarlo, criticarlo, manipolarlo, trasformarlo, e a livello virtuale, ri-crearlo… tranquilli, non è un reality, o sì?
Questo mezzo potentissimo – basti pensare che anche i leader del mondo oggi lo usano per proporsi ai propri cittadini – è la televisione all’ennesima potenza. Una vera rivoluzione nucleare mediatica, che come la fonte energetica omonima, e densa di perigliose sfaccettature. La libertà assoluta implica l’affrancazione degli aspetti meno nobili dell’animo umano, quando non si è raggiunto un grado di evoluzione spirituale equiparabile a quello tecnologico… e da questo deriva, tra le musiche che spesso violano i diritti, vecchi telefilm e bei documentari sull’arte, anche filmati con riferimenti violenti, sadici e poco edificanti.
I censori sono pericolosi come i relativisti: ricordiamocelo bene!


Leave a Reply

Connect with Facebook

Comment moderation is enabled, no need to resubmit any comments posted.