Galleria d’Arte Contemporanea Centro Georges Pompidou, Renzo Piano, Parigi

Oggi voglio parlarvi di un edificio che ormai è diventato un caso vero e proprio nel modo di pensare e progettare i Musei. Molti critici hanno parlato a proposito di “Beaubourg rigenerato”, altri di “lifting al Beaubourg”: noi vogliamo raccontarvi quali sono state le considerazioni che hanno portato al “restauro” anticipato del centro Georges Pompidou e provare a condurre alcuni ragionamenti con voi.

Disegni del Beaubourg, in particolare nel secondo disegno potete notare le nuove terrazze al quinto piano.

Quando, nel 1977, fu inaugurato il “Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou” nessuno, nemmeno i progettisti, era stato in grado di immaginare che ogni giorno circa 25.000 visitatori si sarebbero riversati al suo interno, percorrendone i corridoi e gli ampi spazi. Il progetto originario, infatti, aveva ipotizzato un numero decisamente inferiore di visitatori, 5.000 al giorno, poi è successo qualcosa di incredibile e si è avverato quello che il sociologo francese Jean Baudrillard ha definito “l’effetto Beaubourg”. I turisti desiderosi di ammirare il panorama dal sesto piano, i visitatori del Museo e i passanti curiosi avevano reso difficoltosa la circolazione interna, si erano create lunghe code di persone in attesa e un complessivo effetto di congestione. Così, a metà degli anni Novanta, Jean-Jacques Aillagon, presidente del Centro, decise di dar corso a una vera e propria opera di lifting. L’obiettivo era quello di rigenerare il Beaubourg, di trovare nuove destinazioni d’uso e di procedere ad una concreta riorganizzazione spaziale e delle attività ospitate al suo interno.

Due immagini dell’ingresso del Beaubourg.

Apparve subito fondamentale modificarne le funzioni per renderle adeguate alla nuova mole di visite. A questo scopo, furono consultati i progettisti dell’edificio, Richard Rogers e Renzo Piano. Venne deciso che la strada migliore da seguire fosse quella di approntare un cantiere, fatto che avrebbe imposto la chiusura del Centro per due anni. Simbolicamente venne fissata la data di riapertura per il 1° gennaio del 2000. L’idea di Renzo Piano, che ha progettato la riorganizzazione degli spazi pubblici, dopo che il suo ex partner Richard Rogers decise di non unirsi a lui nei lavori, era quella che

 il Beaubourg deve evolversi e adattarsi al suo pubblico e alle sue esigenze.

A questo scopo sono state apportate notevoli modifiche, senza, tuttavia, entrare in contrasto con l’originario spirito del progetto. Modifiche da non interpretarsi come un fallimento o come il segnale che l’edificio stava invecchiando troppo rapidamente ma al contrario la prova che la struttura aveva una carica magnetica sui turisti e sugli stessi parigini tale da risultare addirittura sottodimensionata. Così i due anni di chiusura previsti sono diventati l’occasione per migliorarlo ulteriormente. Renzo Piano infatti ritiene che:

… una delle peculiarità del Centro risiede nel suo essere un edificio che può e deve evolversi in continuazione, anche se questo significa intervenire con nuovi lavori ogni 25 anni.

Alcune immagini del nuovo Forum.

Il primo passo intrapreso è stato quello di eliminare tutti gli uffici. Operazione che ha lasciato libera una superficie di circa 70.000 metri quadrati distribuita su più livelli; opportunità unica per riorganizzare le diverse attività interdisciplinari che, grazie all’acquisizione di questo ulteriore spazio, potevano essere pianificate e sviluppate metodicamente dai curatori del museo. L’Idea di fondo fu di riorganizzare le attività per livello, secondo una modalità più coerente rispetto al passato. Il Forum è stato completamente ridisegnato per consentire ai visitatori di orientarsi meglio negli spostamenti. Grazie ad uno studio cromatico degli ambienti, al negozio di design e al luogo di ristoro realizzati su due mezzanini aggiuntivi posti sul lato nord e sud, l’attuale unico accesso al Beaubourg si configura come un’area pubblica:

… un luogo di relazione che prevede anche uno spazio educativo per i bambini, una libreria e l’ingresso a diversi spazi, situati nel seminterrato, dedicati a cinema, teatro, balletti e conferenze.

Le sculture che ora affollano le terrazze del quinto piano.

I 10.000 metri quadrati di superficie occupati dalla biblioteca la rendono una delle più importanti di Parigi. Anche in questo caso si è proceduto alla sua riorganizzazione e ristrutturazione, dedicando più spazio a installazioni di computer e strumenti multimediali. La biblioteca si estende ora su interi piani, rispetto ai tre quarti di piano occupati in passato.

La maggior parte dello spazio esistente è stato dedicato ad area espositiva. Non a caso il “Musée d’Art Moderne” oggi ospita una delle collezioni più importanti di arte, insieme al MoMa di New York. Il museo che ora occupa una superficie di 14.000 metri quadrati (circa 4.500 in più rispetto a prima) è distribuito su due livelli. Il quarto piano della struttura è dedicato all’allestimento di mostre e collezioni contemporanee, soggette anch’esse ad un complessivo lavoro di riorganizzazione. A questo livello trovano posto anche tre piccole gallerie distinte. Il quinto piano è dedicato all’arte moderna ed ha subito un ampio lavoro di ottimizzazione, ora le opere sono esposte secondo percorsi logici facilmente comprensibili dai visitatori. Sullo stesso piano, le terrazze che si affacciano a nord, sud e ovest, sono state completate con delle fontane. Al piano terra, la galleria sud, che si affaccia ora sulla strada e sulla piazza, è diventata una bellissima vetrina che ospita mostre temporanee e che si estende su una superficie di 1.600 metri quadrati. Nel sesto piano sono state ricavate altre tre gallerie per mostre temporanee, per una superficie di 3.400 metri quadrati.

Una veduta sulla città dalle terrazze del quinto piano.

Si può senz’altro dire che questo restauro ha reso armonico l’insieme discordante di forme meccaniche che aveva caratterizzato le gallerie del Beaubourg, ha reso più fruibile la struttura al visitatore e soprattutto ci ha aiutato a capire che l’architettura, se ben progettata, può adattarsi a tutte le situazioni che le si pongono: una sfida al formalismo ma anche una parodia dell’immaginario tecnologico.

Informazioni utili:

sito ufficiale del Centro Georges Pompidou

Orari di apertura: il centro Pompidou è aperto ogni giorno tranne il martedì e il 10 maggio dalle 11:00 alle 21:00.

Museo e Mostre: 11:00-21:00, la biglietteria chiude alle ore 20:00. Alcune mostre chiudono alle ore 23:00 e le biglietterie alle ore 22:00.

L’Atelier Brancusi è aperto tutti i giorni tranne il martedì ore 14:00-18:00.

La Biblioteca Pubblica nei giorni feriali è aperta dalle 12:00 alle 22:00, il sabato, la domenica e i festivi dalle 11:00 alle 22:00.

Costo del biglietto: Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Il biglietto del Museo e delle esposizioni, valido un giorno, consente di visitare tutte le mostre in corso, la galleria d’arte grafica, l’Espace 315, la galleria dei bambini e la vista panoramica di Parigi.

Il costo del biglietto è in bassa stagione di € 10, ridotto € 8, in alta stagione € 12, ridotto € 9. Concerti € 18/14, ridotto € 14/10. Cinema € 6, ridotto € 4. Galleria dei piccoli € 3, ridotto € 2.

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