Una perla nel deserto: il Museo di Arte Islamica di Doha, progetto di I.M.Pei

Il museo di arte islamica di Doha visto dall’esterno.

Il progetto museale dell’architetto cino-americano I.M.Pei (nato a Canton nel lontano 1917), si inserisce nell’ambito della dinamica politica e culturale del Qatar: interpreta l’incontro di due culture con un progetto architettonico innovativo che rispetta l’essenzialità dello stile dell’arte islamica e allo stesso tempo ci proietta in un immediato futuro. Nel rispetto della tradizione e della peculiarità delle collezioni, si inserisce anche il progetto museografico dell’architetto Jean-Michel Wilmotte che ha organizzato arredi e percorsi sulla base della specificità del museo dando vita ad una struttura su due livelli che si sviluppa attorno all’atrio in forma di scrigni di legno preziosi.

Una delle viste del porto di Doha che si possono godere dal museo.

Due immagini della hall di ingresso al museo.

Grande attenzione è stata dedicata alla purezza e alla smaterializzazione dell’allestimento espositivo che si gioca su vetrine monumentali ma allo stesso tempo minimaliste che divengono veri e propri elementi architettonici. Un effetto di estrema leggerezza che, liberando gli oggetti esposti da qualsiasi elemento estraneo, ci trasmette una sensazione di estrema libertà spaziale. Il visitatore viene quindi guidato attraverso la collezione (attraverso il succedersi di sale espositive tematiche) da elementi neutri, leggeri, che lasciano spazio alla fruizione diretta degli elementi architettonici e degli oggetti esposti: traspare a mio avviso una sensazione sia di autonomia sia di rigore espositivo.

Progetto di ingegnerizzazione e realizzazione delle vetrine.

Le vetrine espositive all’interno del museo.

L’assenza di arte figurativa in questo museo, così lontana dalle abitudini euroccidentali, diviene l’elemento portante del progetto, principio sottolineato ed esaltato dalla trasparenza dell’edificio che mette in risalto la forza decorativa degli stilemi grafici sulle ceramiche smaltate, la grafia che impreziosisce gli ori, la preziosità degli intarsi di madreperla nei legni. La struttura stessa del museo sembra emergere dalle acque al centro della baia di Doha: l’impressione che si ha è quella di un “isola” preziosa da scoprire. Il risultato è positivo, non mi sento di dire eccellente perché ho negli occhi e nel cuore il progetto di Louis Kahn per la Sede del Parlamento in Banglades. Nel complesso ho notato una integrazione, quasi una sinergia tra progetto architettonico e progetto allestitivo. Un esempio virtuoso di capacità sinergica tra i due mondi progettuali che riescono a dar vita ad un museo sicuramente innovativo ma capace di rispecchiare e mettere in luce la tradizione di leggerezza ed essenzialità che caratterizza l’arte islamica.

Alcune immagini degli interni del museo di arte islamica di Doha.

Informazioni utili:

sito internet ufficiale del museo.


Visualizzazione ingrandita della mappa


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