E’ successo oggi… 19 febbraio, Un architetto italiano diretto a nord

L’Italia è il sesto paese per valore delle esportazioni… ma siamo anche una delle nazioni che esportano, ed hanno esportato, più professionalità nella storia!
Non solo per la cosiddetta “fuga” dei cervelli… gli italiani, infatti, e in particolare anche gli artisti e gli architetti, sono sempre stati richiestissimi, a partire, considerando la storia più recente, dal medioevo. Pensiamo, ad esempio, ai maestri comacini
Oggi parliamo delle fortune nordiche di un architetto marchigiano quasi sconosciuto, scomparso proprio il 19 febbraio.
Si tratta di Domenico Egidio Rossi, nato a Fano nel 1659. Fin da subito cominciò la sua attrazione per il nord. Dopo essersi formato a Bologna come architetto e pittore, si spostò a Vienna al servizio dei principi di Liechtenstein. Si trasferì, quindi, a Praga, per lavorare per il conte Czernin. Per problemi legali, tornò nella capitale austriaca mettendosi di nuovo al servizio dei Liechtenstein.
La svolta, però, avvenne con il Margravio Luigi Guglielmo di Baden-Baden, di cui divenne architetto-capo a Rastatt, a partire dal 1697.
Qui il genio di Rossi si esplicò pienamente, con la creazione del castello e della sistemazione urbana di Rastatt. Nel 1708 tornò in Italia, entrando nella corte del duca Francesco Farnese di Parma.
Vediamo quali sono le sue opere più importanti.

Se vi doveste trovare a Vienna, non potete perdere il Palazzo Liechtenstein (immagine sopra), che si trova in Fürstengasse 1, 1090. Oltre che per ammirare l’eleganza barocca dell’edificio, non dovete rinunciare a visitare il Museo omonimo qui ospitato, che spazia dal Rinascimento al periodo Biedermeier, e contiene opere di autori come Giovanni Baronzio, Andrea Mantegna, Marco Palmezzano, Raffaello, Lucas Cranach. Per amor patrio dite a l’austriaco seduto sulla panchina affianco a voi che è un’opera dell’italiano Rossi, e che il principe Giovanni Adamo Andrea del Liechtenstein preferì il progetto del nostro rispetto a quello spedito al concorso dal giovane Fischer von Erlach (immagine sotto), l’autore del Castello di Schönbrunn e della Karlskirche, la Chiesa di San Carlo, due tra i monumenti più celebrati di Vienna!

Non finisce qui… sempre nella capitale austriaca, a zonzo per la Wallnerstrasse, soffermatevi sul sontuoso Palazzo Caprara-Geymüller (immagine sotto), che nella sua articolazione rivela la matrice progettuale italiana. Venne eretto, infatti, sempre dal marchigiano intorno al 1698, costruito per il Caprara e poi acquistato 100 anni dopo dal banchiere Geymüller.

Per visitare il capolavoro di Domenico Egidio Rossi dobbiamo spostarci di 800 km, ed arrivare a Rastatt, nella regione del Baden-Württemberg, in Germania.


Durante la Guerra di successione al Palatinato, nota come Guerra dei Nove Anni, tra il 1688 e il 1697, la residenza del Margravio Luigi Guglielmo di Baden-Baden venne devastata. In concomitanza del matrimonio con Francesca Sibilla Augusta di Sassonia-Lauenburg, il Margravio decise di edificare un nuovo castello al posto di un casino di caccia a Rastatt.

Il piccolo villaggio venne innalzato allo status di città nel 1700, e così venne il nostro connazionale venne ingaggiato dall’aristocratico per creare una stupefacente residenza, che può senza dubbio essere considerata come la più antica dimora barocca dell’Alto Reno.

L’architetto di corte Rossi la immaginò sul modello di una piccola Versailles. Prima di lasciare la città tedesca, a causa della morte del Margravio e per l’accusa di aver diretto male i lavori del castello, il marchigiano avviò i lavori alla chiesa di Sant’Alessandro, poi completata nel 1756 da Johann Peter Ernst Rohrer (sotto: la Rossi-Haus a Rastatt).

Insomma, un architetto italiano per le brume nordiche!

Le immagini sono tutte tratte da Wikimedia Commons

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