E’ successo oggi… 5 marzo, L’architetto delle grandi opere del primo ’900: Cesare Bazzani

Oggi vi parlo di uno dei più famosi architetti italiani del primo ‘900: Cesare Bazzani.
Nato a Roma il 5 marzo del 1873, è stato uno dei più fruttuosi responsabili dell’architettura pubblica italiana, anche in epoca fascista, anche se dalle fonti sembri che Mussolini non apprezzasse poi tanto il famoso professionista.
Figlio d’arte di un famoso scenografo, Bazzani si laureò a 23 anni in ingegneria civile.

Nella fotografia un particolare del Circolo Canottieri Aniene.


Cominciarono subito le commissioni, come quella per la sede del Circolo Canottieri Aniene di Roma nel 1897, e poi i restauri di importanti costruzioni medievali di Roma, come l’Albergo dell’Orso (nella fotografia qui di fianco), il palazzetto della Fornarina e alcune strutture di San Paolino alla Regola. Dai primi anni del ‘900 iniziò la sua folgorante carriera con grandiose commissioni pubbliche, avviata dall’incarico per  la facciata di San Lorenzo nel 1905 e per la Biblioteca Nazionale Centrale  nel 1906 a Firenze, insieme alla vittoria del Gran Premio Reale nello stesso anno. La sua fama fu sancita definitivamente dal trionfo, nel 1908, nel concorso per la Galleria d’Arte Moderna della capitale.
Accanto a questa straordinaria carriera, Bazzani fu professore al Museo Artistico Industriale di Roma dal 1903 al 1920, consigliere comunale della sua città natale dal 1913 al 1920, membro straordinario del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici dal 1915 al 1923, membro di diverse accademie di belle arti, tra cui quella di Brera, nominato Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1922, Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone dello stesso Ordine nel 1936, dal 1929 accademico d’Italia e, nel 1936, presidente della Consulta Centrale dell’edilizia e dell’urbanistica presso il ministero dell’Africa Italiana. Vinse anche la medaglia d’oro alle esposizioni internazionali di Venezia nel 1908 e di Roma nel 1911.
Le opere di Bazzani incarnano uno stile retorico e magniloquente, perpetrato dall’uso virtuosistico di stilemi del passato coniugati in una visione eclettica in cui trovano posto anche riferimenti esoterici e massonici.
Molte città italiane ospitano delle sue opere, ma le più segnate sono Terni, Forlì, Pescara, Roma, Firenze. Tra le più famose e importanti non possono essere dimenticate:

la Palazzina Alterocca a Terni (1901-1903);
il Palazzo Pontecorvi a Terni (1902-1916);
la Villa Fongoli a Terni (1903);
la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (1911);
la Galleria d’Arte Moderna di Roma (1911);
la Regia Scuola Industriale di Terni (1915-1926);
il Palazzo delle Poste a Terni (1918-1936);
la Palazzina Manni a Terni (1919-1923);
il Palazzo del Governo di Messina (1920);
la chiesa di sant’Antonio a Terni (1923-1935);
il Casinò di Anzio (1924);
la facciata della basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi (1924-1930);
la chiesa del Carmine di Messina;
il complesso di Galleto presso le cascate delle Marmore (1927);
la sede del Ministero della Pubblica Istruzione a Roma (1928);
la Villa Bazzani a Terni (1928-1936);
il Teatro del Littorio a San Severo (1929-1937);
il Monumento ai Caduti di Taranto (1930);
il Palazzo della Provincia a Terni (1930-1936);
Casa del Mutilato a Forlì (1930-1932);
la sistemazione dell’Isola Tiberina a Roma (1930-1935);
Palazzo delle Poste a Forlì (1930-1933);
il Monumento alla Vittoria, o ai Caduti, di Forlì (1931-1933);
la Caserma dei Carabinieri sul lungomare di Bari (1932-1935);
l’edificio dell’INFPS a Terni (1932-1934);
il Palazzo del Governo di Foggia (1934);
Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Rieti (1934);
Palazzo degli Uffici Statali a Forlì (1935-1936);
l’Albergo Beta a Terni (1935-1936);
la Stazione Marittima a Napoli (1936);
il Palazzo delle Poste di Taranto (1937);
la Cattedrale di Addis Abeba (1938);
la cattedrale di Pescara (1939).

Galleria d’Arte Moderna a Roma.

Palazzo del Governo a Messina.

Palazzo delle Poste a Forlì.

Sala del Teatro di San Severo.

Tutte le immagini sono Wikimedia Commons.


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