E’ successo oggi… 20 aprile, “Initium sapientiae timor Domini”

Oggi è un compleanno importante e colto.
709 anni fa nasceva in seno al famigerato Papa schiaffeggiato una vera istituzione del sapere, un pilastro della conoscenza, un oracolo e un tempio della formazione, per alcuni… Per altri un demone da esorcizzare, un ingranaggio della burocrazia dai denti arruginiti affamato di menti fresche…

Sopra: il Palazzo Papale di Anagni, luogo del celeberrimo “Schiaffo”

Il suo sguardo è peggio di quello della Medusa… Gli sprovveduti che hanno avuto l’ardire di fissare le pupille rigide della statua di Minerva – così recita una leggenda goliardica che imperversa in quel temenos – saranno costretti a trascorrere il resto della loro vita lì… per sempre!
Il suo nome è numinoso e portatore di significati occulti: Sapienza.
Il 20 aprile del 1303, Bonifico VIII, con la bolla pontificia “In suprema praeminentia dignitatis” istituì, a Roma, lo “Studium Urbis”, nota attualmente come “Sapienza – Università di Roma”.
Oltre ad essere una delle più antiche università peninsulari, è con, circa, 130 000 iscritti, una delle più grandi università d’Europa e la quarantatreesima del globo.
La maggiore università di Roma conta oggi undici facoltà, oltre 60 dipartimenti, ventuno musei e più di cinquanta biblioteche. Oltre alle numerose sedi periferiche a Roma, l’Università dispone di un polo succursale a Latina, e distaccamenti a Civitavecchia, Cisterna di Latina, Pomezia, Rieti, Bracciano, Buenos Aires e Malindi (sopra, a destra: Arturo Martini, “Statua della Minerva”, Città Universitaria). Dispone di numerosi, oltre cento, immobili di proprietà o concessi in uso perpetuo dal demanio, la maggior parte dei quali contentrati nella grandiosa Città Universitaria, la quale occupa circa 439 000 metri quadrati di superficie.

Sopra: in monumentale ingresso della Città Universitaria

La Sapienza è inoltre collegata con due policlinici universitari, il Policlinico Umberto I e l’Ospedale Sant’Andrea, per le attività didattiche e di ricerca relative alla medicina.
La Sapienza rappresenta un particolare connubio anche a livello artistico ed architettonico, concentrando in sè alcuni dei maggiori capolavori non solo italiani, ma mondiali. Le sue radici sono nelle geometrie complesse del barocco e nella magniloquente monumentalità del razionalismo.
Torniamo però al Papa di Anagni e alla sua bolla (a sinistra: Arnolfo di Cambio, “Monumento a Bonifacio VIII”, Museo dell’Opera del Duomo di Firenze). Fino al 1303, infatti, nell’Urbe erano presenti diverse istituzioni scolastiche, che però non disponevano di nessun ente ufficialmente riconosciuto. Con “In Supremae praeminentia Dignitatis” Bonifacio VIII diede il via alla prima, vera, università di Roma. La pecunia necessaria giunse dalla generosità di alcune famiglie aristocratiche capitoline e da una tassa sul vino proveniente dall’estero.

Sopra: La “Fontana dei Libri” con il Cervo, simbolo del Rione Sant’Eustachio

La sede di quello che veniva chiamato “Archiginnasio” era, inizialmente, dislocata in una serie di edifici entro il Rione Sant’Eustachio. Per farne una sede unitaria, nel XVI sec., si decise di impiantare la nuova struttura partendo dalla parte meridionale di una struttura edilizia preesistente, formata da un insieme di case; per la particolare disposizione degli stessi edifici, questi chiudevano un cortile interno delimitato anche da proprietà private.
I primi architetti del nascituro Palazzo della Sapienza usarono la loro perizia per risolvere i problemi delle preesistenze. In un breve arco di tempo si avvicendarono Guidetto Guidetti, che innalzò, in un anno (1562-63), parte delle aule dell’ala di destra e, poi, Pirro Ligorio, autore di un progetto rimasto però senza seguito.

Sopra: il Cortile di Della Porta nel Palazzo della Sapienza

Nel 1577 papa Gregorio XIII Boncompagni incaricò Giacomo Della Porta di compiere la costruzione della nuova sede. Il grande allievo di Michelangelo si dedicò al progetto e alla edificazione del complesso lungamente, realizzando un edificio a pianta rettangolare con cortile interno, delimitato, sui due lati maggiori e su uno dei minori, da portici e logge e, sul restante lato minore, da una parete ad esedra.
E quella esedra sarà foriera di grandi sviluppi della storia dell’architettura… dove un sigillo diverrà una chiesa sul cui portone principale venne apposta una epigrafe che recita “Initium sapientiae timor Domini”. Questa però, è una storia che vi racconterò un’altra volta… se rimarrete con noi!

A presto!


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