E’ successo oggi… 22 aprile, L’architetto a vapore

Anche per gli addetti ai lavori la parola “Architettura” risulta poco profonda. Nel senso che quasi nessuno ne conosce l’etimologia. Questa necessità di conoscere l’etimologia non deve essere interpretata come un mio vezzo, ma come l’esigenza di penetrare fino alle radici più antiche, e come tali più vere.
“Architettura” ha la stessa radice di “Architetto”, termine derivato dal latino ”architectus”, di origine, però, greca, αρχιτέκτων (“architéktōn”), parola composta dai termini αρχη (arché) e τέκτων (técton) che significa “ingegnere”, “capo costruttore”, “primo artefice” o proprio “architetto”.

"Architettura", formella del Campanile di Giotto di Nino Pisano, 1334-36, Firenze

Aρχη sta per “principio”, “matrice”, “partenza”, “origine”, “fondazione”, ecc. Andando ai filosofi presocratrici, a livello speculativo assurge anche una dimensione trascendentale, divina.
Passando al termine τέκτων (técton), questo anche rimanda a diversi significati, come “inventare”, “creare”: la tecnica che diviene arte. In questo senso l’”architetto” è colui che presiede la tecnica, o il detentore della suprema tecnica, il capo delle tecniche, ecc.

Decorazioni a Piazza della Costituzione, Varsavia

Tutto questo per introdurre il personaggio di oggi.
Il 22 aprile del 1571 nasceva, a Sant’Angelo di Lizzola, Giovanni Branca, genio misconosciuto.
Lavorò presso la Sacra Casa di Loreto come architetto ed ingegnere, riparando il complesso e curando la progettazione di monumenti e la ristrutturazione delle fortificazioni.

Sopra: Sant’Angelo in Lizzola

Sopra: Porta Marina a Loreto, completata da Branca – Fonte: santuarioloreto.it

Sopra: Palazzo Municipale di Loreto, con la torre aggiunta da Branca (la merlatura è del XIX sec.) – Fonte: santuarioloreto.it

Come molti altri architetti del passato, il talento del nostro si espandeva verso altre mete. Branca, come Brunelleschi, Leonardo, Bramante, ecc., progettò molti strumenti meccanici, mentre non sembra che ne abbia realizzati molti. Le sue invenzioni furono, tuttavia, pubblicate in un testo nel 1629, Le machine.
Nelle pagine del libro sono riportate 63 incisioni.
Tra queste una risulta essere veramente stra-ordinaria, la numero 25, poiché illustra un prototipo di motore a vapore.
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Sopra: il motore-turbina di Branca

Questo è immaginato, da Branca, come una ruota simile a quella di un battello fluviale, messa in moto da un getto di vapore proveniente da una sorta di ampolla.
Secondo gli autori non sembra essere una grande evoluzione delle macchine descritte da autori precedenti, ed anche molto antichi, come Erone di Alessandria del I secolo a.C.
Anche l’immenso Leonardo da Vinci aveva tentato di imbrigliare la potenza del vapore con la sua macchina detta l’Archituono, così come nello stesso periodo gli esperimenti di Giovanni Battista della Porta riuscirono per la prima volta a sfruttare il vapore come forza.
Tutto questo per sottolineare quanto il confine tra architettura ed ingegneria sia labile… Nel passato non esisteva, infatti, una divisione tra queste. I progressi della moderna tecnica dei computer stanno, però, compiendo il ri-accordo tra le due figure. O meglio, annullando quella dell’ingegnere, che da “uomo delle macchine”, viene soppiantato dalle macchine stesse…


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