La musealizzazione della Domus Ortaglia, Monastero di Santa Giulia, Brescia
Le domus dell’Ortaglia costituiscono un brano di un quartiere residenziale di età romana terrazzato lungo le pendici del colle Cidneo, tra l’area pubblica monumentale e le mura della città, furono utilizzate per un periodo compreso tra il I e il IV secolo. In seguito furono abbandonate forse a causa di un progressivo degrado. Le Domus furono riscoperte, in buono stato di conservazione, tra il 1967 ed il 1971, ed iniziò subito un dibattito per restaurare il sito.
Il complesso monastico di Santa Giulia.
Pianta delle Domus di Ortaglia.
La musealizzazione di uno scavo archeologico non è un tema molto documentato: tra i casi che hanno affrontato questo tipo di complessità, le regole impiegate si riassumono in pochi punti: consentire la visita all’intero scavo; ridare forma riconoscibile agli spazi lacunosi (ad esempio agli ambienti relativi ai diversi pavimenti musivi); proteggere i reperti dagli agenti atmosferici; mantenere una netta separazione tra i materiali e le strutture originarie e quelli impiegati per l’intervento di conservazione delle opere.

Nell’affrontare queste tematiche per la musealizzazione delle Domus dell’Ortaglia, in contiguità con il Museo di Santa Giulia a Brescia, gli architetti Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni hanno voluto dare una nuova ed inedita applicazione al linguaggio espositivo già sperimentato per il resto del museo. Alla centralità affidata al contenitore, costruito appositamente a protezione dello scavo, si contrappone la volontà di assegnargli una sorta di neutralità, e un basso profilo architettonico: viene così realizzata una semplice “scatola”, priva di tetto, che assume, quale unico riferimento della propria figura, il segno secco e rigido della collina alle sue spalle. All’interno della “scatola” sono quindi i reperti ad emergere, con soluzioni che privilegiano, quali elementi ordinatori dello spazio e della comunicazione, una serie di passerelle cieche e la luce, sia artificiale che naturale.
La qualità e la rarità delle testimonianze archeologiche dell’Ortaglia, hanno orientato in modo decisivo le scelte progettuali, che ci sembrano rivolte certamente alla protezione ed alla conservazione degli elementi strutturali e decorativi, ma anche finalizzate alla fruizione, alla comprensione e alla comunicazione didattico-scientifica ed alla corretta progettazione del sito. Le soluzioni architettoniche proposte dal progetto si mostrano come un volume di copertura a protezione dei resti romani, a ridosso delle strutture monastiche antiche, pensato in continuità con il museo.
Il nuovo volume, dalla geometria rigorosa ed essenziale, è rivestito in pietra di Sarnico, con un’ossatura ed una foderatura interna in ferro verniciato grigio-blu. La copertura del tetto piano è rivestita da un tappeto erboso, con un disegno in lastre di pietra grigia che ripropone la pianta del sito archeologico e ne consente la riconoscibilità anche nelle viste aeree. All’interno, la forte uniformità materica e cromatica di pareti e soffitti, annulla la percezione geometrica dello spazio e favorisce il concentrarsi dell’attenzione sui resti archeologici.
Le passerelle sopraelevate organizzano l’unico possibile percorso di visita all’interno dell’area: un nastro opaco (in pietra di Sarnico e ferro verniciato) sospeso tra i pavimenti musivi delle Domus, poggiato su alcune sopraelevazioni di solide murature antiche. Spazi più ampi sono destinati alla comunicazione didattica e all’esposizione di reperti mobili rinvenuti nello scavo. Due serie di vetrine, illuminate con fibre ottiche, narrano le azioni delle tecniche costruttive romane attraverso frammenti di materiali edilizi (laterizi, tubuli, fistule, tegole, marmi, tessere in pietra, marmo o paste vitree, intonaci dipinti), mentre altre accolgono testimonianze significative degli oggetti e degli utensili domestici. Un’unica, grande, apertura vetrata orienta la vista in direzione delle mura augustee, consentendo ai visitatori di recuperare il rapporto con l’esterno e di apprezzare da qui la vista dei viridaria (giardini ameni), ricostruiti con la messa a dimora di specie arboree ed erbacee antiche, e del parco archeologico, ove sono collocati significativi reperti lapidei di età romana.
Info e Contatti:
Santa Giulia, Museo della Città
Via Musei, 81/b
Tel. 030 2977834 – Fax 030 2978222
www.bresciamusei.com
santagiulia@bresciamusei.com
Orario di apertura
Estivo (giugno-settembre)
da martedì a domenica,
dalle 10.00 alle 18.00
lunedì chiuso
Invernale (ottobre – maggio)
da martedì a domenica,
dalle 9.30 alle 17.30
lunedì chiuso
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