Una visita al Museo di Santa Giulia di Brescia, alla scoperta degli scavi archeologici romani piu’ importanti della Lombardia

Visto il grande interesse che ha suscitato l’articolo sulla musealizzazione della Domus Ortaglia ho deciso di pubblicare un approfondimento sull’allestimento per il Museo della città di Brescia. Un importante intervento, realizzato con l’impiego di competenze e tecniche specifiche, sia per l’ordinamento dei reperti che per la loro esposizione, al fine di creare un luogo di sosta e di conoscenza, il luogo di un flusso continuo tra memoria e futuro, che funga da collegamento e cerniera con la città.

Il complesso museale di santa giulia in un disegno di Lorenzo Confortini.

Veduta aerea sul museo di santa giulia a brescia.

Sull’ordinamento dei reperti è strutturata la stessa strategia di comunicazione del museo. Si è creata una relazione univoca tra i reperti e il contesto urbano dal quale provenivano: la scelta dell’oggetto da esporre all’interno del museo garantisce una corretta e completa informazione sulle sue caratteristiche, così come sul contesto urbano dal quale esso proviene.

I reperti esposti sono soprattutto di pietra: questa ritengo sia la suggestione più importante che ha condizionato le scelte dell’allestimento, nel quale è stata utilizzata ancora la pietra, oltre al ferro e al vetro. Questo approccio per analogie produce un commento silenzioso, discreto e continuo, ottenuto dal dialogo tra i reperti e i materiali dell’allestimento che è efficacemente interrotto dalle soluzioni con le quali viene evocata la città.

Per migliorare l’efficacia della comunicazione visiva i progettisti hanno poi creato uno sfondo che rende omogeneo lo spazio del contenitore museale, collocando gli oggetti sulla superficie “neutra” questi emergono in negativo: lo sfondo è diventato così il mezzo che consente agli oggetti di essere meglio osservati grazie all’effetto prodotto dallo straniamento prodotto.
Per favorire una buona visione, tutti i reperti sono stati inoltre staccati da terra e dai muri, messi cioè in una posizione che ne dichiara la distanza dalla struttura museale. L’oggetto non viene mai esposto riproponendone la collocazione originale ma viene sistemato in una posizione che lo rende facilmente leggibile dal visitatore: un capitello gigante collocato ad un’altezza di m. 1,60 circa da terra, può essere guardato da vicino e ne possono essere apprezzati quindi sia l’apparato decorativo che la tecnica di lavorazione.

L’allestimento utilizza infine anche la de-contestualizzazione di alcuni reperti impiegando veri e propri colpi di scena, suggestioni da spettacolo che accentuano lo stupore e l’emozione con forzature volute: enormi superfici di pavimenti musivi esposte in verticale, come arazzi, oppure frammenti di iscrizioni lapidee rimontati su supporti in pietra incisa oggi, come tessere antiche che completano il testo della nuova iscrizione.
Non è quindi un caso se il museo ingloba nel proprio percorso espositivo veri e propri monumenti della città, edifici che diventano uno “spettacolo nello spettacolo”: la basilica di San Salvatore, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario, lo stesso monastero. Sono monumenti verso i quali il museo si apre e che in esso vengono accolti, così come gli altri spazi urbani adiacenti: il Foro, il Capitolium e il teatro, luoghi molto vicini con i quali lo stesso museo instaura un dialogo e verso i quali suggerisce la percezione del percorso.
Questo continuo rimando dalla parte al tutto, dal frammento al suo contesto, dalla città di allora alla città di oggi, sembra essere il vero obiettivo: un sistema di comunicazione che allena al cambio di scala alla lettura della pluralità dei riferimenti materiali e delle tracce della storia, che insegna soprattutto a non considerare finito e concluso il museo sin qui realizzato.

Il Capitolium o Tempio Capitolino.

Un particolare del percorso del Museo di Santa Giulia.

Il Museo di Santa Giulia è uno spazio espositivo che propone, su un’area di circa 12.000 metri quadrati, due percorsi di visita distinti, tra loro intersecati, ma con due diversi ingressi: un primo percorso che si snoda all’interno degli spazi del monastero e che ospita i reperti della città, un secondo percorso, sviluppato negli spazi monumentali, con i reperti che documentano la storia del luogo. Entrambi sono quindi strutturati sulla sequenza delle fasi storiche secondo le quali sono cresciuti e si sono trasformati la città di Brescia e il luogo del monastero, a partire dalla fine del III millennio a.C., e sino alla metà dell’Ottocento.

La definizione a museo dell’intera area ha richiesto la soluzione di problemi complessi, in relazione alle difficoltà derivanti dal dover utilizzare una struttura preesistente, nata per diverse finalità, non sempre sufficientemente duttile per essere adattata alla funzione museale richiesta. Il percorso attraversa quindi tutte le strutture del complesso e per dialogarvi e tenta di intervenire in due modi tra loro complementari:

  1. Individua e crea dei punti di cerniera attrezzati ed adeguatamente “costruiti”, capaci di collegare parti diverse dello spazio per metterle in continuità: in questo modo vengono allestiti gli spazi d’ingresso ai vari livelli o viene realizzato il nuovo corpo scala di Santa Maria in Solario;
  2. Sceglie per alcuni reperti la collocazione richiesta dal contesto: in questo modo intere sezioni di scavo archeologico rendono leggibile, al piano interrato, la struttura urbana della città romana ed aumentano la comprensione dei reperti esposti.

Le parti disomogenee del complesso monastico, vengono quindi ricucite dallo stesso visitatore, attraverso una sequenza che le trasforma in un percorso espositivo coerente e chiaro. Così, tutto il piano interrato e il piano terra ci raccontano la Brescia dei periodi più antichi (dalla preistoria all’epoca medievale), alternando la visione dei reperti all’affaccio su vere e proprie aree di scavo archeologico, oggi inglobate nel contenitore. Una grande sala del piano terreno, dedicata alla città in età veneta, introduce agli spazi espositivi del piano superiore, ove la periodizzazione prosegue sino all’Ottocento.

Un particolare del coro delle Monache nella chiesa di Santa Giulia.

Informazioni Utili:

Sito Web Brescia Musei

Biglietteria:

* Biglietto intero € 8,00

* Biglietto ridotto € 6,00 (per gruppi da 10 a 25 persone e convenzionati)

* Visitatori da 14 a 18 anni e oltre 65 anni € 4,00
* Scolaresche € 3,00 (si concedono 2 gratuità insegnanti e/o accompagnatori per ogni scolaresca con l’aggiunta    dell’eventuale insegnante di sostegno o assistente per lo studente disabile. Nel caso gli accompagnatori delle scolaresche siano più di due, si applicherà a questi l’ingresso ridotto a € 6,00)
* Ingresso + didattica € 4,50
In occasione di mostre ed eventi potranno variare gli orari, i prezzi dei biglietti e i numeri telefonici per le informazioni e le prenotazioni

ORARIO:

Dal 1 ottobre al 31 maggio
dal martedì alla domenica ore 9.30 – 17.30
Chiuso tutti i lunedì non festiviDal 1 giugno al 30 settembre
dal martedì alla domenica ore 10.00 – 18.00

Chiuso tutti i lunedì non festiviInfo e prenotazioni
Centro Unico Prenotazioni Tel. 030.2977833-834
santagiulia@bresciamusei.comSanta Giulia Museo della Città
Via Musei 81/bis
25121 Brescia
Tel. 030.2977833-34


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