“L’Urlo” di Edvard Munch va all’asta da Sotheby’s, si parte da una stima record di 80 milioni di dollari

Camminavo per strada con due amici. Il sole era al tramonto e cominciavo a sentirmi avvolto da un senso di malinconia. A un tratto il cielo si fece rosso sangue. Mi fermai, appoggiandomi a una staccionata, stanco morto, e fissai le nubi infiammate che gravavano, come sangue e spada, sul fiordo nero-bluastro e sulla città. I miei amici continuarono a camminare. Io rimasi inchiodato in piedi, tremante di paura e udii un grido forte e infinito trafiggere la natura.

Mummia peruviana, Musèe de l'Homme a Parigi

Mummia peruviana, Musèe de l'Homme a Parigi

Con questo racconto Edvard Munch tenta di spiegare il suo quadro che continua ancora oggi a colpire i nostri animi. Il sentimento di angoscia che ci trasmette non è da attribuire solamente al tema ed alla scelta dei colori, ma anche ad alcune peculiarità della composizione. Rispetto alla struttura consueta delle opere che contrappongono la figura umana ad uno sfondo, la figura non occupa qui un posto di rilievo o, comunque, il posto che ci attenderemmo. Semplificando: Munch fa di tutto per impedire una chiara identificazione della composizione con un qualsiasi schema già praticato nella storia dell’arte. Se osserviamo il quadro da un punto di vista più generale questo ci indica una compenetrazione tra le sensazioni individuali e la natura. Un tema molto caro agli artisti Romantici, che vedevano in questa compenetrazione un segno di armonia tra uomo e mondo. Munch  spezza questa armonia, nei suoi dipinti la natura non regala alcuna serenità. Rimasto solo, l’individuo trasferisce nella natura il proprio senso di perdita e la trasfigura in rosso-blu-nero.

L’opera proposta da Sotheby’s risale al 1895 ed è una delle quattro versioni del dipinto, l’unica ancora in possesso di un collezionista privato (una delle più famose si trova al Museo di Oslo): il fortunato proprietario è l’uomo d’affari norvegese Petter Olsen, il cui padre Thomas era amico, vicino di casa, nonché mecenate di Munch. Soprannominata dagli esperti ”il ritratto di un’anima”, questa versione di ”L’Urlo” fu eseguita a pastello con un mix di dodici colori diversi, la terza di una serie creata tra il 1893 e il 1910.

fonte adnkronos


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