E’ successo oggi 21 luglio, Cisterne dell’Utopia

Nasceva proprio il 21 luglio del 1806 un architetto poco noto, creatore di opere praticamente ignorate che ci rimandono ad una città toscana tra le meno conosciute, nella quale ci stupiremo di trovare un piccolo gioiello di architettura ed ingegneria neoclassica.
Il professionista in questione è Giuseppe Puini (Reggello, 21 luglio 1806 – Firenze, 9 agosto 1869), professore della Accademia di Belle Arti di Firenze ed autore nella città di Livorno della elegante chiesa di San Giuseppe.

Giuseppe Puini, Chiesa di San Giuseppe a Livorno

Edificata tra il 1839 e il 1842, l’edificio si riconosce per la facciata scavata da una grossa nicchia centrale decorata con lacunari che sembrano alludere, oltre a memoria adrianee romane, soprattutto alle utopiche visioni di Boullée e Ledoux. E non sarà un caso che l’opera livornese che, di certo, avrà ispirato l’architetto sembri proprio uscita da un quaderno di citati visionari d’oltralpe.
Parliamo di una costruzione particolare: il Cisternone, o Gran Conserva, di Livorno.

Il Cisternone in un dipinto ottocentesco

Il suddetto monumento, è un grandioso serbatoio in stile neoclassico realizzato tra il 1829 e il 1842 dall’architetto Pasquale Poccianti, per garantire l’approvvigionamento idrico della città toscana.
Nonostante la sua ormai vetusta età, il monumentale edificio assolve ancora la sua funzione, e nonostante la sua straordinaria importanza è attualmente relegato ad una dimensione di poca rilevanza, sul lato di un piazzale a godere, attonito, al brulicante traffico urbano livornese.
La suggestiva facciata dell’edificio, con il portico tuscanico fiancheggiato ai lati da due volumi aperti solo da alcune finestre a feritoia e semicircolari, si apre nella caratteristica semicupola, che alcuni primi progetti del Poccianti mostrano priva persino della decorazione a lacunari, messa invece in opera nel 1837.

Il Cisternone di Livorno oggi

Di grande forza e suggestione è l’interno delle cisterna, ancora oggi utilizzata come serbatoio d’acqua e suddivisa in 5 navate di larghezza e 7 di lunghezza da numerosi pilastri tuscanici che sorreggono le volte a vela della copertura, sulla quale si proiettano i baluginii e i riflessi dei 10 000 metri cubi di acqua conservata all’interno.

Interno del Cisternone di Livorno

La potenza architettonica del Cisternone è data dalla sua diretta matrice nelle opere degli utopisti più celebri, riconosciuta anche da Emil Kaufmann, che non si risparmiò nell’affermare che il “Cisternone a Livorno [...] non è inferiore alle invenzioni più ardite di Ledoux“. Può, senza alcun dubbio, essere considerata la materializzazione delle visioni cartacee di Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux, celebri per i loro progetti utopici, dalle forme semplici e ben definite.

Claude-Nicolas Ledoux, Hôtel Guimard, 1770-1773

Claude-Nicolas Ledoux, Hotel d'Hallwyll, 1764-66

La grande architettura del Poccianti si impone così come un felice compromesso tra il neoclassicismo, l’architettura romana e le speculazioni illuministiche.
Il Cisternone ha però anche dei fratelli, potremmo dire, minori. È, infatti, la maggiore delle tre cisterne dell’Acquedotto Leopoldino, meglio noto col nome di Acquedotto di Colognole, il principale rifornimento idrico della città di Livorno dal 1816 al 1912 (anno in cui è entrato in funzione il più importante Acquedotto di Filettole), realizzato per volere dei Lorena, sotto la direzione di vari architetti, tra cui il principale fu proprio Pasquale Poccianti. L’Acquedotto ebbe una storia convulsa, dovuta alla temperie che investì il Granducato tra la fine del XVIII sec. e i primi anni del XIX sec., fino a quando nel 1827 Poccianti delineò le principali opere per la distribuzione, accumulo e depurazione delle acque. Fu proprio il nostro a progettare gli imponenti serbatoi del tracciato, tra cui la mai realizzata cisterna della Castellaccia e, in città, il Cisternone, la Cisterna di Pian di Rota, ed infine il Cisternino di città.

Cisterna di Pian di Rota, Livorno

Cisterna di Pian di Rota, Livorno

Il Cisternino di città a Livorno

Il Cisternino di città a Livorno, particolare

Un valore aggiunto alla città di Livorno, sede di alcuni tra i maggiori, probabilmente, monumenti neoclassici d’Italia.


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