E’ successo oggi… 28 luglio, Un B-25 Mitchell si schianta sull’Empire State Building

E' successo oggi... 28 luglio, Un B-25 Mitchell si schianta sull'Empire State Building

Hall dell'Empire State Building di New York

Il grattacielo dopo l'impatto

New York sembra essere stata sottoposta ad una maledizione. Perché la città delle vertigini architettoniche non è nuova a veivoli che si schiantano sui grattacieli, causando vittime e distruzione. Non solo a riguardo delle tristemente, ormai, note Torri Gemelle, ma oggi parliamo del simbolo per antonomasia della città statunitense: l’Empire State Building.
Ci dobbiamo spostare al 28 luglio del 1945. La nebbia è fitta. È sabato. Il tenente colonnello William Franklin Smith Jr. è ai comandi di un bombardiere B-25 Mitchell in una missione di routine da Boston al LaGuardia Airport.

Ascensori dell'Empire State Building

Dopo essere stato avvisato da terra di “zero visibilità”, Smith, non potendo atterrare ha proseguito disorientandosi nella nebbia, girando a destra invece che a sinistra dopo aver superato il Chrysler Building. Alle 09:40, l’aereo si è schiantò, così, sul lato nord dell’Empire State Building, tra i piani 78 ° e 80 °, causando una breccia di 5,5 m x 6,1 m nel grandioso edificio, presso gli uffici della National Catholic Welfare Council. Un motore sparato dall’impatto attraverso il lato opposto impattò sul tetto di un edificio nelle vicinanze causando un incendio. L’altro motore e parte del carrello di atterraggio precipitarono nella tromba dell’ascensore. Fortunatamente l’incendio nel grattacielo venne domato in tempi brevi, in meno di un’ora.

Un B-25C della U.S. Army Air Force North American in volo vicino a Inglewood in California, ottobre 1942

Quattordici persone rimasero vittime dell’incidente: Smith, gli altri due a bordo del bombardiere (il sergente Christopher Domitrovich e Albert Perna, e undici persone nel palazzo. L’operatrice dell’ascensore, Betty Lou Oliver, rimase ferita. I soccorritori decisero di trasportarla su un ascensore, non sapendo che i cavi fossero indeboliti. Incredibilmente, sopravvisse allo spaventoso tuffo di 75 piani, diventanto la persona che si è salvata alla più lunga caduta in ascensore.
Nonostante i molti danni e la perdita di vite umane, l’edificio non subì la compromissione struttuarale, e venne riaperto lo stesso lunedì successivo.


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