
La pagina di NovArchitectura dedicata all’Architettura dell’Interiorità. Quell’Architettura che parla il linguaggio antichissimo dei simboli, degli archetipi, che incanta d’emozione e torna ad essere veicolo numinoso. Un percorso alternativo nelle opere e nei luoghi dell’altrove, dell’insolito, del fascinoso, dello stupefacente, del meraviglioso, dell’anima!
L‘incomparabile forza espressiva dell’incompiuta Sant’Andrea delle Fratte a Roma, capolavoro di Francesco Borromini. La sinfonia di pieghe del Barocco, conflitto di sinuose concavità e convessità, si sposa con la densità delle superfici laterizie. La luce calda dell’Urbe s’imbriglia nella rugosità dei mattoni e si scioglie nella morbidezza porosa del tamburo della cupola, che appare come un prezioso rudere “moderno”. A contrasto la liquida leziosità del magnifico campanile, fiammeggiante della sua assoluta levigatezza biancheggiante. La luce plasma quest’Architettura estatica e ammaliante…
V illa Rufolo esprime sicuramente a pieno questa tempesta ed impeto del sublime. Il complesso monumentale porta il nome della famiglia che lo realizzò e che vide il massimo splendore nel XIII secolo. I mille anni di vita della Villa hanno eroso e trasmutato il complesso rendendolo appartenente al luogo, come se le rovine fossero tornate alla natura con un nuovo spirito. Dall’originario modello, che armonizzava in un equilibrio perfetto l’architettura araba, sicula e normanna, si passa alle linee del giardino ottocentesco in una splendida sintesi di ricerca forsennata della bellezza. Oggi Villa Rufolo è la sede della Fondazione Ravello, del Ravello Festival e del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.
U n meraviglioso frammento da Primavera, estate, autunno, inverno…e ancora primavera di Kim Ki-duk. Trovo alcuni elementi di questo film interessanti anche da un punto di vista artistico. Innanzi tutto ritengo magnifica l’intuizione del tempio galleggiante sul lago dall’atmosfera lunare (l’acqua rappresenta PSICHE); un’Architettura resa mobile dalle leggi cosmiche della natura, svincolata dall’immobilità e dalla firmitas presunta in una danza poeticamente manifesta; l’armonia raggiunta proietta l’essere umano in una dimensione estatica e numinosa. Il lago è luogo ante litteram: ha anche la sua porta, che come si vede nelle scene, viene aperta e chiusa. Si valica qualcosa di immateriale, si rende tangibile in ultima istanza la presenza dell’assenza, tema importantissimo nell’arte. La realtà diviene immaginosa, diviene proiezione mentale (progettare – da proiezione), si percepisce quanto è la mente e l’immaginazione creatrice della realtà: “La trama nascosta è più forte di quella manifesta”, diceva Eraclito.
L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa.
L ’Architettura necessita di elementi di delimitazione, senza cui si confonderebbe con lo spazio esterno: entrare in uno spazio significa proprio varcare una parete, sia essa fisica o solo apparente. L’idea che abitare significa trovarsi in un interno che è immaginato come uno spazio verticalmente chiuso, anche al di sopra (il tetto), è un archetipo che probabilmente deriva dal nostro essere venuti al mondo da uno spazio chiuso come è lo spazio uterino. Le pareti sono la nostra pelle abitativa, per mezzo della quale siamo in osmosi con l’esterno o con altri interni, e lo scopo dell’architettura è modulare e controllare gli effetti e le potenzialità di questo scambio.
Oggi ricorre l'anniversario della nascita di uno dei più grandi architetti del '900... immenso designer ed accademico finlandese, è uno dei massimi esponenti del movimento organico europeo, e uno dei "maestri" del movimento moderno: Alvar Aalto.
Nato a Kuortane, in Finlandia, il 3 febbraio del 1898, attravesò con la sua opera i momenti più importanti dello sviluppo dell'Architettura moderna, influenzando, in particolare nell'ambito del design, tutta la produzione successiva. Non vi racconto, oggi, la vicenda di Aalto, ma, viste le caratteristiche di questo blog, del rapporto di questo maestro con l'Italia...
Oggi ricorre la commemorazione liturgica della beata Ludovica Albertoni (Roma, 1474 – Roma, 31 gennaio 1533). Grande mistica e religiosa, terziaria dell'Ordine francescano, appartenenva ad una importante famiglia romana. Rimase prematuramente orfana del padre e, quando la madre decise di risposarsi, fu, quindi, cresciuta dalla nonna materna e da alcune zie. Contro la sua volontà fu costretta a sposare il nobile Giacomo della Cetera, con il quale, comunque, ebbe un rapporto amorevole e dal quale ebbe tre figlie. Quando nel Nel 1506 morì il marito, decise di aderire al Terz’Ordine francescano, e da questo momento si ritirò in una dimensione fondata sulla preghiera, meditazione, penitenza e opere di misericordia, esaurendo tutti i suoi beni a favore dei bisognosi...
moreAnche oggi commemoriamo la nascita di un architetto italiano praticamente sconosciuto. Si tratta di una figura, come vedremo, "infuocata", capace di realizzare eventi memorabili per i grandi d'Europa e al tempo stesso perseguitata dai debiti, autore della chiesa più grande di Parigi dopo Notre-Dame...
moreIl libro è una scoperta, le pagine vibrano di ogni parola che ne viene letta. E la biblioteca in quanto magico contenitore di questa conoscenza ha preso nella storia le forme e le architetture più singolari. Proprio per questo motivo voglio “presentarvi” le maggiori biblioteche romane: che possano essere un riferimento nelle vostre ricerche e infinito spunto di curiosità.
moreHo comprato qualche mese fa, su una bancarella a piazzale Flaminio, un testo fondamentale della storia dell'architettura: I pionieri dell'architettura moderna, edito da Garzanti.
Guarda caso - direte voi - oggi ricorre proprio l'anniversario della nascita dell'autore: Nikolaus Pevsner...
In questo giornata dedicata alla commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e a coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Questa data è stata scelta perché proprio il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche arrivarono presso la città polacca di Auschwitz dove scoprirono il campo di concentramento omonimo, liberandone i pochi superstiti, rivelando al mondo l'orrore del genocidio perpetrato dai nazisti...
more